Alida Valli: il volto dell’Europa

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31/05/2021

In questi giorni si celebra il centenario della nascita di Alida Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, in arte Alida Valli (31 maggio 1921), una delle attrici più talentuose e affascinanti del cinema italiano e internazionale, ma anche una delle più sfortunate.

La sua bellezza angelica, nordica la rende immediatamente popolare durante il periodo fascista, diventando il modello della fidanzata ideale – personaggio nel quale il pubblico continuerà a identificarla.

Ma Alida è molto più di questo; il suo aspetto, la ricchezza culturale delle sue origini mitteleuropee unite a un’intelligenza vivace e a una personalità estremamente riservata, la pongono al confine dei canoni mediterranei femminili che in Italia prenderanno il sopravvento dal dopo guerra in poi. Non si sente amata in Italia e quando il produttore americano David O. Selznick la chiama, fa le valigie e finisce dritta sul set del Caso Paradine (Hitckcock, 1947) a Hollywood.

Nata a Pola da una famiglia di ascendenze aristocratiche, perde il padre, Gino Altenburger (di origini austriache, professore di filosofia e critico musicale) all’età di 15 anni, lasciando lei e la madre, la pianista Silvia Obrekar (istriana) in povertà.

Inizia così il suo peregrinare che la farà diventare, suo malgrado cittadina del mondo.

Viene mandata presso uno zio, il senatore Tolomei, a Roma, dove, ad anno già iniziato, è accettata alla scuola del Centro Sperimentale di Cinematografia. Ma ci resterà meno di un anno; il direttore, Luigi Chiarini, non tollerò il suo carattere ribelle e indipendente.

Alessandro Blasetti, in Il cinema che ho vissuto, racconta il suo primo incontro con Alida:

“Salì a casa mia una mattina d’autunno in un abituccio scuro e discreto che aveva il solo torto di non essersi esattamente adeguato al rapido fungare del suo corpicino di adolescente. Era piovuta allor da Trento ed era accompagnata da un signore alto, anziano, affabile ma di poche parole, un suo parente mi disse. […] Che avesse intenzione di fare del cinema lo appresi soltanto dal signore che la accompagnava; lei guardava a terra o fuori dalla finestra […]. Ma ecco che Alida, mentre ascoltavo il suo accompagnatore dall’altra parte del tavolo, si volse verso di me che non la guardavo; e, dopo, si proibì di abbassare lo sguardo o comunque di darmi l’impressione di sfuggire quando io, a mia volta, di colpo, girai il capo e le sorpresi gli occhi”.

Nell’archivio del regista Gianfranco Mingozzi, cultore di storia del cinema e collezionista, è conservato un corposo fascicolo completamente dedicato all’attrice.

È possibile ricostruire la carriera e la vita privata dell’attrice semplicemente sfogliandolo; ci sono le cartoline promozionali in lingua spagnola di alcuni film di cui è stata protagonista, le molte copertine a lei dedicate dalle riviste italiane più popolari degli anni Quaranta, le locandine dei film interpretati in Francia e le guide pubblicitarie dei suoi spettacoli teatrali. Dalla rassegna stampa che Mingozzi ha raccolto e selezionato, emerge una delle più belle e complete interviste che le siano mai state fatte; la conversazione tra Alida Valli e Oriana Fallaci, Lo specchio del passato, è stata pubblicata su “L’Espresso” nel 1965, quando l’attrice aveva quarantré anni e dichiarò di sentirsi finalmente amata.

Michela Zegna

Nella galleria

1 In copertina Alida Valli nel film Assenza ingiustificata (M. Neufeld, 1939), “Cine Illustrato”, 13 settembre 1939, Fondo G. Mingozzi.

1a Brochure pubblicitaria del film Piccolo mondo antico (M. Soldati, 1941), Fondo M. L. Pascoli.

2 Cartolina promozionale della versione spagnola del film I pagliacci (G. Fatigati, 1943), Fondo G. Mingozzi.

3 In copertina l’attrice appena arrivata a Hollywood, “Cine Moda”, 27 aprile 1947, Fondo G. Mingozzi.

4 In copertina Alida Valli in Il caso Paradine (The Paradine Case, A. Hitckcock, 1947), “Novella”, 25 maggio 1947, Fondo G. Mingozzi.

5 Locandina di I miracoli non si ripetono (Les miracles n’ont lieu qu’une fois, Y. Allegrét, 1951), Fondo G. Mingozzi.

6 Programma di sala del dramma teatrale Il sole e la luna di G. Biraghi, andato in scena per la prima volta al Teatro delle Arti nel novembre 1965, Fondo G. Mingozzi.

7 O. Fallaci, Il passato allo specchio, “L’Europeo”, 1965, Fondo G. Mingozzi.

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L’approfondimento “Alida una e cento Valli” realizzato da Leonardo Pacini del team critico di CinefiliaRitrovata.it

 

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