In ricordo di Sandro Toni

17/01/2022

Sandro Toni, storico direttore della biblioteca Renzo Renzi, ci ha lasciato poche ore fa. Sandro ha amato il cinema da subito. I genitori furono i gestori del cinema Eden (poi Embassy) e fin da piccolo passava pomeriggi e serate in sala ove pare abbia incontrato varie personalità del cinema, come Totò, di passaggio a Bologna.

Sandro si era laureato in Lettere classiche (in Estetica) con Luciano Anceschi, con una tesi su Buñuel, per poi proseguire gli studi cinematografici a Parigi, all’Università di Paris VIII. Il dottorato di ricerca lo dedicherà a Cinema e letteratura in Francia : “Prolegomeni a uno studio del rapporto tra scrittori e cinema tra il 1919 e il 1980”. Per due anni insegnerà Storia del cinema all’Università, al Corso di Estetica, con Anceschi.

Sotto la guida dell’amico Vittorio Boarini, dai primi anni Settanta è membro della Commissione Cinema del Comune di Bologna e contribuisce attivamente allo sviluppo della biblioteca che, nel 1967, era stata trasferita nei magnifici spazi di Palazzo Montanari. Nello stesso periodo, partecipa anche alla programmazione della Mostra del Cinema Libero di Porretta, che già dai primi anni Settanta era curata dalla Commissione Cinema di Bologna. Dirigerà la biblioteca dal 1974 al 2000, rafforzando la sua natura di luogo accessibile a tutti e “a scaffale aperto”, selezionando volumi italiani e stranieri e ampliando il numero di riviste in abbonamento. Sandro ha proseguito la sua attività in Cineteca fino al 2010 dedicandosi anche a attività di traduzione e curando cataloghi, programmi e monografie.

Fine appassionato e conoscitore dell’arte, della letteratura italiana (spaziando dai classici ai contemporanei), ma anche di quella francese, Sandro aveva una predilezione per le avanguardie. Non è un caso che la biblioteca si sia arricchita, negli anni del suo mandato, di oltre 4.700 volumi pubblicati in Francia.

La sua formazione e le sue passioni l’hanno portato inevitabilmente alla scrittura: ha collaborato a riviste di cinema italiane e straniere, curato numerosi volumi sul cinema e fondato una casa editrice: Il cavaliere azzurro, il cui catalogo comprova tutto il suo gusto, la sua finezza di studioso e lettore. Ha tradotto dal francese autori come Valéry, Sarréra, Breton, Clément, Jonquet. La sua sottile ironia, il suo laconico understatement, davvero irresistibile, lo ritroviamo in diversi libri comici pubblicati per Rizzoli (Vademecum del single boy, 1986; ABC della cattiveria, 1987; A chi lo dico?, 1992), Feltrinelli (Dizionario sessuato, 1994, assieme a Syusy Blady) e Il Corbaccio (Non salvare la ragazza in pericolo. Contromanuale di bon-ton, 1994). Ha pubblicato diversi racconti gialli e due romanzi, il primo per Longanesi (Tutte le notti e qualche giorno), il secondo per Mondadori, Sarti Antonio e l’Assassino, scritto a quattro mani con Loriano Machiavelli. Ha inoltre collaborato, come opinionista comico-satirico, all'”Europeo” di Vittorio Feltri, all'”Indipendente”, diretto dallo stesso Feltri, a “Comix”, assieme all’attore Gianni Cavina, e ad altre testate.

Solo pochi giorni fa, Claudio Cumani l’aveva intervistato sul Resto del Carlino a proposito del suo ultimo lavoro, una raccolta di poesie dal titolo evocativo, Da qualche parte, scritto negli ultimi due anni. Non stupisce che il volume tocchi il tema degli addii.

Sandro non amava apparire, insomma, amava poco le luci della ribalta, ma ascoltarlo parlare a un convegno, sentirlo presentare un film, è stato uno dei privilegi che abbiamo avuto. A modo suo, amava trasmettere il sapere. Non che fosse schivo. Lo ricordiamo negli anni ’90 portiere nei match di pallone “cinetecari” contro “cinefili”, la sigaretta accesa appena finito di giocare.

Sandro amava la vita, era un uomo generoso. Ci mancherà.

Anna Fiaccarini, direttrice della biblioteca Renzo Renzi