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Il Medioevo allo schermo

La lunga durata delle forme della narrativa medievale nel cinema è il filo conduttore di un percorso che anche quest’anno riunisce tre pilastri della rappresentazione cinematografica del Medioevo: Francesco giullare di Dio di Rossellini, Il Decameron di Pasolini e Andrej Rublëv di Tarkovskij. Dai film di Pasolini e Rossellini emerge un Medioevo in grado di affascinare e parlare ancora, con messaggi e proposte di vita che da Francesco e da Boccaccio continuano ad interrogare le donne e gli uomini del nostro tempo. Il capolavoro di Andrej Tarkovskij, a esatti sessant’anni dalla sua osteggiata produzione, trova invece nella vicenda di un artista della Russia medievale una chiave con la quale rappresentare il rapporto con l’Occidente, le tensioni di un mondo lontano ma che è ancora in costante dialogo con le contraddizioni dei nostri giorni. Tre pellicole, tre registi, tre anniversari, in questo 2026 che segna – dopo il 2025 dedicato a Boccaccio e Pasolini – gli 800 anni dalla morte di Francesco e i 40 da quella di Tarkovskij. Pochi minuti, affidati a studiosi specialisti, faranno da guida alla visione dei film, alla scoperta di un Medioevo plurale e dai mille colori, la culla in cui vennero scritti i primi testi letterari dell’Europa e in cui molte delle forme della nostra vita sono state inventate.

Rassegna sostenuta dal Dipartimento FICLIT in collaborazione con il Dipartimento DISCI, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
A cura di Giuseppina Brunetti, Francesca Roversi Monaco, Luca Di Sabatino, Niccolò Gensini, Nicola Chiarini, nell’ambito dei progetti universitari di terza missione 2026 FICLIT, con la partecipazione del Dipartimento DISCI e il patrocinio del Comune di Bologna.