Viva Varda!
Varda/Demy

Negli anni Sessanta, Demy e Varda vivono insieme nella casa di rue Daguerre: anche solo Les parapluies de Cherbourg e Il verde prato dell’amore testimoniano la magia di un dialogo umano e artistico che Varda terrà vivo per sempre. Dal 1990, anno della morte di Demy, l’elaborazione del lutto si fa rilancio creativo a partire da Garage Demy (1991) per proseguire con film-ricordo e progetti artistici di cui troviamo traccia in Quelques veuves de Noirmoutier (2005), nato da una video-installazione che stempera il lutto personale in una comunità di solitudini.
Se Cocteau diceva che il cinema è la morte al lavoro, i film di questo mese danno voce a chi l’ha persa e corpo a chi è scomparso, intrecciando la storia intima dei legami familiari più forti con quella collettiva. Ma raccontano sempre e comunque la storia delle immagini e del cinema, tra fotografia e formati a passo ridotto, tra documentario e finzione, ricordandoci che quella storia è fatta anche di relazioni e di ‘discorsi amorosi’ tra artisti e mondi creativi.

La rassegna, a cura di Anna Masecchia, proseguirà, come la mostra omonima, fino a gennaio 2027