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Nazione: Italia
Anno: 2014
Durata: 50'
Edizione: 2015
Sezione: Visioni Doc
SCENEGGIATURA: Antonio Martino
FOTOGRAFIA: Antonio Martino
MONTAGGIO: Antonio Martino
INTERPRETI E PERSONAGGI: Amela Maracic, Alma Sirko, Divna Sirko, Zejna Sirko
PRODUZIONE: Bo Film
A vent’anni da uno dei giorni drammaticamente più simbolici dei conflitti nei Balcani, la distruzione del Ponte Vecchio della città, e a quasi dieci anni dalla ricostruzione da parte della comunità internazionale di quello stesso ponte, sette personaggi diversi tra loro, conducono la loro vita nella Mostar di oggi senza mai incontrarsi.
Ciò che hanno in comune, però, sono le schegge del passato che riemergono prepotentemente e con le quali devono fare i conti.
Premio D.E-R come Miglior Documentario e Premio Speciali Visioni DOC al festival Visioni Italiane 2015.
Antonio Martino è nato a Crotone nel 1977. Dopo la laurea al Dams nel 2004, avendo già collaborato con Ong (ANPAS Emilia-Romagna, Gruppo Yoda Bologna) e con alcune associazioni di volontariato, gira Fatma Aba-ad. Come ho imparato ad amare i Saharawi, realizzato nel deserto del Sahara presso i campi profughi Saharawi. Ha collaborato con la POLIVISIONI, un gruppo di filmakers indipendenti con cui, nel 2003, affronta il problema dell'antiproibizionismo in Italia girando il documentario Siamo fatti così, che vede come attore principale Freak Antoni, cantante degli Skiantos. Nel 2005 gira Noi siamo l'aria, non la terra documentando le attuali condizioni di vita e le conseguenze subite dalla popolazione che vive nei pressi della centrale nucleare di Chernobyl a diciotto anni di distanza dalla catastrofe. Nel 2006 gira Gara de Nord_copii pe strada con il solo apporto di una piccola telecamera palmare più o meno nascosta. Il film riceve molti premi, tra i quali il prestigioso Premio produzione Ilaria Alpi 2007. Il film è stato acquistato da Rai 3 e Rai news24. Nel febbraio 2007 gira Pancevo_mrtav grad, un reportage girato nella città più inquinata d’Europa: Pancevo, in Serbia, a pochi km da Belgrado. Il video indaga sulle conseguenze del bombardamento del più grande complesso industriale della ex Yugoslavia da parte della Nato, e riceve la Menzione Speciale di Legambiente al Festival Internazionale Cinemabiente di Torino, il premio come miglior documentario all’Imola film festival 2007, e la Menzione Speciale a Visioni Italiane 2008, oltre ad altri numerosi riconoscimenti in diversi festival del cinema. Ha collaborato inoltre con vari network internazionali come l’ARD tedesca, 3SAT, e con SG film production di New York. Nel maggio del 2008 rappresenta la città di Bologna alla Biennale dei giovani artisti del mediterraneo. Nel settembre del 2007 viene premiato dal presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per l’alto valore educativo e sociale dei suoi film. Nell’ottobre 2008 si reca in Uzbekistan, dove gira Be water, my friend, un mini-documentario che tratta le assurde condizioni di vita di ex pescatori i quali sono stati privati della cosa per loro più importante: l’acqua. Il documentario riceve numerosi premi, tra i quali il primo premio al Clorofilla Film Festival e al Siciliamabiente Film Festival. Sue opere più recenti sono: Macabua. Appunti di lotte e di energia (2011), Isqat al Nizam – Ai confini del regime (2012), Quello che resta (2014), The black sheep (2016), Valentin – Figlio d’Europa (2017) e Abu-Salim – Il prezzo della libertà (2017).