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Nazione: Italia
Anno: 2007
Durata: 60'
Edizione: 2008
Sezione: Visioni Doc
SCENEGGIATURA: Pietro Marcello
FOTOGRAFIA: Daria D'Antonio
MONTAGGIO: Aline Hervé
MUSICA: Mirko Signorile, Marco Messina
PRODUZIONE: Indigo Film
DISTRIBUZIONE: Pietro Marcello
Un viaggio lungo l’Italia cadenzato dal ritmo dei treni espressi a lunga percorrenza, da tempo abbandonati a un destino di lento degrado. Fuori, oltre i finestrini sporchi e appannati, si susseguono paesaggi a volte dolorosamente segnati dall’intervento dell’uomo, a volte intatti nella loro prepotente bellezza. Dentro, il tempo è scandito solo dal variare della luce che illumina gli stretti corridoi e svela volti spesso stanchi e assorti. Rinchiusa in uno spazio che è luogo d’incontro e di solitudine, la vita di chi viaggia appare come sospesa, in un tempo fuori dall’esistenza in cui tutto sembra ancora possibile, in una tensione continua tra passato e futuro, tra ciò che è stato e ciò che deve venire.
Pietro Marcello Nato a Caserta nel 1976. Dal 1998 al 2003 lavora come organizzatore e programmatore della rassegna cinematografica Cinedamm presso il Damm di Montesanto, Napoli, di cui è stato uno dei fondatori. Ha esordito alla regia nel 2003 con i cortometraggi Carta e Scampia. Nel 2004 ha diretto il documentario Il cantiere, vincitore dell’11ma edizione del Festival Libero Bizzarri. Nel 2005 ha realizzato il cortometraggio documentario La baracca e ha collaborato come volontario per una ONG in Costa d’Avorio per la realizzazione di un docufilm dal titolo Grand Bassan. Nel 2007 ha diretto Il passaggio della linea, vincitore del premio Pasinetti Doc alla 64ma edizione della Mostra del cinema di Venezia e del premio Doc/it a Visioni Italiane 2008. La bocca del lupo (2009) è il suo primo lungometraggio, vincitore del primo premio e del premio Fipresci al 27esimo Torino Film Festival, il Premio internazionale Scam al Cinéma du Réel di Parigi, il Premio Caligari e il Teddy Bear alla Berlinale, il Premio internazionale della giuria e il Premio Signis al BAFICI, oltre a numerosi altri riconoscimenti. Nel 2011 realizza Il silenzio di Pelešjan, presentato come evento speciale alla 68esima Mostra di Venezia e in molti altri festival internazionali. Nel 2015 realizza il documentario Bella e perduta, seguito nel 2019 dal lungometraggio di finzione Martin Eden.