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In questa sezione, grazie al contributo di esperti, scopriremo diversi aspetti della storia e della tecnica della fotografia. Analizzeremo inoltre il rapporto tra fotografia e albi illustrati.
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La lezione di Giuliana Cerabona pone le basi per comprendere la nascita della fotografia attraverso le numerose scoperte e invenzioni tecnologiche che, a partire dalla metà dell’Ottocento, hanno accompagnato questo nuovo medium nel passare da pratica per pochi a passione accessibile e alla portata di molti.
Le lezione di Elena Correra ripercorre le tappe della tecnica fotografica analogica a partire dal concetto chiave di negativo/positivo che pone le basi per la riproducibilità tecnica della fotografia e quindi, per la prima volta nella storia, dell’opera d’arte. Un concetto assolutamente moderno di rappresentazione del reale che sarà alla base del cinema. Correra attraversa, tramite i materiali dell’archivio fotografico di Bologna, le tappe e le scoperte di fotografi e scienziati che a partire dagli anni ‘30 del XIX secolo perfezionarono la fotografia rendendolo un oggetto alla portata di tutti. Dal Calotipo di Talbot alla prima macchina compatta a rullino della Kodak.
Elena Correra in questo video tratta dela ricerca del reale nella fotografia in particolare attraverso il colore e la tridimensionalità, a partire dall’’intervento manuale dei fotografi sulla stampa fotografica e il negativo per aggiungere il colore, secondo una prassi che troveremo anche all’inizio della storia del cinema. La prima tecnica di colorazione fotografica che venne commercializzata fu l’Autochrome dei fratelli Lumière. Seguirono l’invenzione e la diffusione di tecniche diverse, alla ricerca di una sempre maggiore aderenza alla realtà, per poi aprirsi successivamente a usi del colore più sperimentali.
La lezione di Ilaria Tontardini indaga e analizza le relazioni tra albo illustrato e fotografia trasportandoci nel mondo degli albi fotografici. Le fotografie sono un mezzo per parlare del reale, per raccogliere le tracce di ciò che abbiamo intorno. Gli albi illustrati sono libri con una struttura precisa che hanno come obiettivo primario quello di raccontare, mettere in relazione le figure e le parole. L’incontro tra queste due forme d’arte è un territorio di sperimentazione per artisti e fotografi. Attraverso l’esempio e la visione di albi fotografici Tontardini riflette sulla specificità della fotografia e sui possibili usi all’interno di una struttura narrativa.
Un altro modo di sperimentare attraverso gli albi fotografici: ragionare su come, guardando in modo diverso il mondo, il senso delle cose si trasforma. Esempio di Da lontano era un’isola di Bruno Munari. Anche nelle opere di Massimiliano Tappari, che deve molto al lavoro di Munari, ritroviamo la ricerca di uno sguardo nuovo sugli oggetti quotidiani a partire dai quali riesce in modo molto efficace a creare delle narrazioni utilizzando il supporto libro. Esempio di Quattro Passi. Quando all’albo fotografico vengono aggiunte delle didascalie, lo sguardo nuovo sulle cose, così come la potenzialità narrativa delle immagini, diventano ancora più efficaci. Esempi di Ooh e di Coffee break di Massimiliano Tappari. La fotografia come illustrazione, come supporto alla narrazione. Le fotografie possono essere usate nella loro consequenzialità per illustrare una storia dall’inizio alla fine. L’esempio del lavoro della fotografa Camilla Koffler, in arte Ylla, e dei suoi libri Due piccoli orsi e Tutti lo hanno visto! I casi in cui le fotografie ci dicono una cosa, ma inserite in una certa narrazione ce ne dicono un’altra, giocando con la relazione tra reale e finzione. L’esempio delle opere di Paolo Ventura: L’avventura di una lucciola a Milano e L’avventura di un delfino a Venezia. Esempio di Diario di un’esplorazione attorno al mio stagno: appunti e scoperte di Marie-Louise Delpantano, di Thierry Dedieu.