Le occasioni dell’amore
(Francia/2023) di Stéphane Brizé (115')
Sotto le Stelle del Cinema - Cinema del presente: Stéphane Brizé
In collaborazione con I Wonder Pictures
In collaborazione con I Wonder Pictures

Le occasioni dell’amore
(Francia/2023) di Stéphane Brizé (115')
L’esperienza di isolamento del Covid ha obbligato tutti noi a “mettere in pausa” le attività. In quanto individui che esistono in gran parte attraverso la propria funzione sociale, probabilmente siamo stati tutti profondamente scossi dalla sconcertante precarietà dell’esistenza. I miei personaggi riflettono quel momento di vertigine. Un uomo e una donna arrivano alla logica conclusione delle decisioni che hanno preso quando si sono separati quindici anni prima. Volevo soffermarmi sul momento in cui si rimugina sulle scelte mai fatte, o fatte in modo sbagliato, sugli incontri mancati o sprecati, sulle porte mai aperte, sugli appuntamenti mancati, sui momenti della vita in cui abbiamo deciso di imboccare una strada invece di un’altra. Domande segrete e ossessionanti che ci poniamo tutti, potenti o meno, conosciuti o sconosciuti, uomini e donne.
Stéphane Brizé
Mathieu, popolare attore di cinema, è sull’orlo di una crisi di nervi. Dopo aver rinunciato alla pièce teatrale che avrebbe potuto offrirgli una nuova credibilità, ripara fuori stagione in Bretagna. Qualche lacrima e qualche bagno di vapore dopo, trova una lettera alla reception. È di Alice, la donna italiana che ha amato quindici anni prima e poi ha lasciato andare. Lei vive a Quiberon (col marito e la figlia) e vorrebbe tanto rivederlo. Lui accetta. Le occasioni dell’amore debutta e chiude con una ripresa a plongée, un taxi arriva e poi riparte. In mezzo, una parentesi di vita, dolce e malinconica. […] Alice e Mathieu si riconoscono al primo sguardo. Quindici anni dopo nulla è cambiato. Gli ex amanti si sono rifatti una vita, pretendono di essere maturati, di essere capaci di diventare amici, ma i loro corpi non li ascoltano. Sono fatti per abbracciarsi, le loro mani per afferrarsi. La fiamma divampa e riavvia la storia. Inizia così un altro tipo di fiction, l’appuntamento transitorio e febbrile di una coppia, travolta suo malgrado in una risacca del tempo. […]
Affondato nel grigiore di una cittadina in letargo, il loro fantasma d’amore non è così diverso da quello che il cinema ha saputo evocare, non più originale degli eterni rimpianti di Yves Montand (Les feuilles mortes) ma dominato dalla grazia modesta di Alba Rohrwacher, che cuce ricordi e rimpianti nella luce mutevole di una costa spazzata dal vento. Davanti a Canet, l’attrice è senza pelle, così giusta, così precisa, così infiammabile in quella passione sopita che riaffiora loro malgrado, lasciando che i loro silenzi, gli sguardi, la pelle arrossata dall’amore, dicano più delle parole. Le note ossessive di Vincent Delerm fanno il resto, battendo su quella loro chimica stupefacente che respira iodio e (dis)illusione.
Marzia Gandolfi
Serata promossa da BPER Banca
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Stéphane Brizé
Mathieu, popolare attore di cinema, è sull’orlo di una crisi di nervi. Dopo aver rinunciato alla pièce teatrale che avrebbe potuto offrirgli una nuova credibilità, ripara fuori stagione in Bretagna. Qualche lacrima e qualche bagno di vapore dopo, trova una lettera alla reception. È di Alice, la donna italiana che ha amato quindici anni prima e poi ha lasciato andare. Lei vive a Quiberon (col marito e la figlia) e vorrebbe tanto rivederlo. Lui accetta. Le occasioni dell’amore debutta e chiude con una ripresa a plongée, un taxi arriva e poi riparte. In mezzo, una parentesi di vita, dolce e malinconica. […] Alice e Mathieu si riconoscono al primo sguardo. Quindici anni dopo nulla è cambiato. Gli ex amanti si sono rifatti una vita, pretendono di essere maturati, di essere capaci di diventare amici, ma i loro corpi non li ascoltano. Sono fatti per abbracciarsi, le loro mani per afferrarsi. La fiamma divampa e riavvia la storia. Inizia così un altro tipo di fiction, l’appuntamento transitorio e febbrile di una coppia, travolta suo malgrado in una risacca del tempo. […]
Affondato nel grigiore di una cittadina in letargo, il loro fantasma d’amore non è così diverso da quello che il cinema ha saputo evocare, non più originale degli eterni rimpianti di Yves Montand (Les feuilles mortes) ma dominato dalla grazia modesta di Alba Rohrwacher, che cuce ricordi e rimpianti nella luce mutevole di una costa spazzata dal vento. Davanti a Canet, l’attrice è senza pelle, così giusta, così precisa, così infiammabile in quella passione sopita che riaffiora loro malgrado, lasciando che i loro silenzi, gli sguardi, la pelle arrossata dall’amore, dicano più delle parole. Le note ossessive di Vincent Delerm fanno il resto, battendo su quella loro chimica stupefacente che respira iodio e (dis)illusione.
Marzia Gandolfi
Serata promossa da BPER Banca
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