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Nei suoi film Massimo Troisi ha sempre portato sullo schermo se stesso, nella maniera più genuina e autentica. Con la sua ironia malinconica e proletaria ha dato voce agli sconfitti e a un sud vilipeso, decostruendone gli stereotipi. Fin da Ricomincio da tre gli spettatori si sono immedesimati nella sua timidezza e sbadataggine, nel suo sentirsi fuori luogo in un mondo il cui significato è via via più sfuggente. All’arroganza spavalda dei potenti ha opposto un’insicurezza sincera che si è fatta proposta esistenziale rivoluzionaria, immediatezza coraggiosa e contagiosa. In questa particolarità unica si cela l’universalità dei personaggi di Troisi, archetipi cinematografici dell’umano nella società moderna. A trent’anni dalla sua morte la Cineteca gli dedica un affettuoso omaggio.
(Italia/1984) di Massimo Troisi e Roberto Benigni (107′)
(Italia/1981) di Massimo Troisi (109′)
(Italia/1982) di Massimo Troisi (112′)
(Italia/2023) di Mario Martone (128′)
(Italia/1984) di Massimo Troisi e Roberto Benigni (107′)
(Italia-Francia-Belgio/1994) di Michael Radford (108′)
(Italia/1987) di Massimo Troisi (114′)