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Descrizione
Film “yankee” di Werner Herzog – per l’ambientazione negli Usa, non certo per lo spirito corrosivo e polemico che ne pervade ogni singola inquadratura – La ballata di Stroszek sembra voler puntare un cuneo dentro il cuore dei falsi miti sui quali vive l’imperialismo occidentale.
La storia dell’ennesimo emarginato, elemento archetipo della poetica del filmmaker tedesco, che insieme ad altri due outsider, uno strampalato vecchietto e una prostituta, cerca fortuna in America, si ammanta, qui più che altrove, di una precisa voglia di critica sociale. La quale si esplica nel tentativo di cogliere, attraverso il filtro privilegiato dello sguardo “obliquo” di un outsider, tutte le contraddizioni del meccanismo del Capitale. Il film diventa, allora, un singolare road movie, un feroce, spietato pamphlet contro le brutture del Potere, ma anche una impietosa analisi sulle assurdità della Lingua che il Potere stesso usa per obbligare l’uomo all’interno del suo meccanismo impersonale.
Usando attori, tutti o quasi, non-professionisti e attraverso un discorso qui più brechtiano che mai – non solo per la dimensione di straniamento pervicacemente ricercata, ma anche per la precisa vocazione allo spaccato socio-politico reso nei toni dolenti della ballata popolare (come sottolinea il titolo italiano del film) – Herzog va alla radice dei problemi, obbligando lo spettatore nella griglia di immagini belle e tristi, frutto del potente lavoro di scavo del direttore della fotografia Thomas Mauch.
Ancora una volta, dopo il primo exploit de L’enigma di Kaspar Hauser, è Bruno S. (secondo “corpo” feticcio del regista, dopo l’amato-odiato Klaus Kinski) a dare anima ad un personaggio abnorme, la cui sola presenza grottesca riesce ad imporci un punto di vista “altro” su una realtà che, solo molto superficialmente, possiamo davvero credere di conoscere.
Ed è proprio attraverso gli occhi allucinati di questo personaggio e dei suoi compagni di viaggio, che gli altrimenti noti paesaggi del Winsconsin riescono a trasformarsi, sotto i nostri occhi, in una sorta di incubo metafisico nato da un disagio profondo, che resta indelebilmente piantato nella memoria dello spettatore.
Per ragioni di palinsesto alcuni cinema programmeranno LA BALLATA DI STROSZEK in giorni diversi da quelli dell'uscita. Vi consigliamo pertanto di consultare il calendario che segue e i canali informativi delle singole sale.