Buster e Charlot dietro le sbarre. Due fughe, due stili. In
Il carcerato n. 13 Keaton passa dal green del golf club alla galera per un assurdo scambio d’identità: lo si vede attraversare corridoi e cortili come fossero un labirinto meccanico, muovendosi con quella precisione a orologeria che trasforma ogni inciampo in coreografia. In
L’evaso Chaplin entra subito correndo, braccato, e reinventa ogni angolo con trovate fulminee, travestimenti improvvisi e un’energia che ribalta lo spazio prima ancora che la storia.
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