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Peter Suschitsky è uno dei maestri della luce del cinema contemporaneo. Britannico, figlio d’arte (anche il padre Wolfgang è fotografo e direttore della fotografia), ha esordito poco più che ventenne nell’ultra-indipendente It Happened Here di Kevin Brownlow e Andrew Mollo, ma ha anche illuminato grandi blockbuster – il secondo capitolo di Star Wars, L’impero colpisce ancora. Nel corso della sua lunga carriera ha dato prova di versatilità trovando una chiave luministica per generi assai diversi, dal musical The Rocky Horror Picture Show alla fantascienza di Mars Attacks! fino al romance intimista Innamorarsi, così come per autori stilisticamente eterogenei, da Joseph Losey a Ken Russell, da John Boorman a Matteo Garrone. La collaborazione più estesa e significativa è però quella con David Cronenberg, di cui ha fotografato undici film, dal 1988 di Inseparabili al 2014 di Maps to the Star – in mezzo capolavori come Crash e A History of Violence –, fornendo un contributo fondamentale alla definizione del suo stile visivo.
(Falling in Love, USA/1984) di Ulu Grosbard (102′)
(GB-USA/1977) di Ken Russell (127′)
(USA/1975) di Jim Sharman (100′)
(Italia-Francia-GB/2015) di Matteo Garrone (134′)
Colazione a cura di Caffè Pathé per tutti gli spettatori
(USA-Germania/2005) di David Cronenberg (96′)
(Canada-Gran Bretagna/1996) di David Cronenberg (100′)
(USA-Germania/2005) di David Cronenberg (96′)
(USA-Germania/2005) di David Cronenberg (96′)