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Prime anticipazioni del festival promosso dalla Cineteca di Bologna, in programma dal 20 al 28 giugno.
9 giorni con i capolavori della storia del cinema, dalla mattina alla sera nelle sale della città, e il gran finale tutte le sere in Piazza Maggiore.
Il Cinema Ritrovato vola verso i 40 anni e inizia i preparativi per un’edizione specialissima, in programma a Bologna dal 20 al 28 giugno.
Promossa naturalmente dalla Cineteca di Bologna, la 40ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato renderà omaggio a Luchino Visconti, autore del quale la stessa Cineteca di Bologna ha contribuito a mantenere viva l’arte con il restauro di alcuni dei suoi grandi capolavori (Senso, Il gattopardo, Rocco e i suoi fratelli) e che vogliamo ricordare in questo 2026 in cui cadono i 120 anni dalla nascita e i 50 dalla scomparsa.
Altra grande figura classe 1906, regina di un immaginario novecentesco, è stata Joséphine Baker, della quale vedremo la filmografia completa e alcune perle provenienti dagli archivi Gaumont Pathé.
La diva dell’anno sarà invece Barbara Stanwyck (per la cronaca: numero 11 della speciale classifica delle star hollywoodiane stilata dall’American Film Institute). Dopo Katharine Hepburn nel 2025, la curatrice Molly Haskell guiderà questa volta i nostri sguardi alla riscoperta di una delle attrici dalla più imponente carriera nel mondo del cinema.
Queste sono solo alcune delle prime anticipazioni, annunciate oggi con l’apertura della vendita online degli accrediti, di una 40ª edizione del Cinema Ritrovato che ci accompagnerà ancora una volta a spasso in lungo e in largo per la storia del cinema: 9 giorni di capolavori, da mattina a sera nelle sale della città, fino al gran finale, in Piazza Maggiore, tutte le sere.
Omaggio a Luchino Visconti
Visconti nasce nel 1906, in una famiglia che incrocia il passato e il futuro dell’Italia: tradizione nobiliare per parte di padre e imprenditoriale per parte di madre. Questa è probabilmente la chiave per leggere la sua attività d’artista, capace di portare nel cinema – l’arte del Novecento – la tradizione performativa dell’Ottocento. Rivoluzionario regista di prosa e lirica, contribuì a formare una schiera di costumisti, scenografi e sceneggiatori entrati nella leggenda, e una schiera di attrici e attori che con lui ebbero, al cinema e a teatro, i ruoli decisivi della loro carriera: da Delon alla Callas, dalla Valli a Lancaster, dalla Cardinale a Gassman, dalla Magnani a Mastroianni. Oggi consideriamo la sua filmografia un classico, ma dimentichiamo la dimensione sperimentale e di ricerca di tutta la sua carriera. Il suo primo, stupefacente, lungometraggio, Ossessione (1943), fu tagliato e condannato dal fascismo; gran parte dei suoi film successivi furono oggetto di epocali scontri censori. I cinquant’anni dalla morte sono l’occasione per riscoprire, anche attraverso nuovi, preziosi, restauri, la sua magistrale capacità nel mettere in scena il passato, nel costruire relazioni nuove tra la musica e le immagini, nel parlare, ancora e con forza, al presente.
(a cura di Caterina d’Amico)
Joséphine Baker, donna del Rinascimento
Joséphine Baker non è mai stata soltanto la donna con il gonnellino di banane. È stata un’onda d’urto. Apparsa sulla scena parigina degli anni Venti come una forza dirompente, si è impressa nell’immaginario collettivo con un corpo in perpetuo movimento, al tempo stesso feticizzato e fieramente indipendente. La sua arte, nata nelle strade di St. Louis, scaturiva dalla sopravvivenza, dall’improvvisazione e dal jazz. Un autentico Rinascimento! Mentre l’Europa chiedeva “la giungla”, Baker portò in scena la strada, trasformando l’esoticizzazione in arma e travestimento. La sua immagine, sospesa tra nudità e animalità, alimentava fantasie coloniali che lei sabotava costantemente attraverso l’esagerazione, la smorfia e il rifiuto dell’immobilità. La rassegna presenta la filmografia completa – La Revue des revues, La Sirène des tropiques, Zouzou, Princesse Tam-Tam, Fausse alerte – arricchita da una selezione di cinegiornali provenienti dagli archivi Gaumont Pathé e da materiali rari
(a cura di Emilie Cauquy, in collaborazione con La Cinémathèque française e il CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée)
Barbara Stanwyck, tutto quel che desideri
La sua capacità di stabilire un contatto immediato con il pubblico nasce dalla voce – ricca, stanca, tenera, vissuta, scettica, capace di muoversi con agilità tra asprezza e dolcezza. Poteva essere metallica, quasi mascolina e tagliente, oppure soffice come un cuscino di piume, talvolta nello stesso film: qualità ideali per un’attrice a suo agio in ogni genere, dal melodramma femminile al western, passando per il noir e la commedia sofisticata. Più iconoclasta che icona, attrice di carattere alla maniera di Bogart o Cagney, non era né una grande bellezza né una diva patinata. Ed è proprio questo – il suo rifiuto o la sua incapacità di lasciarsi ridurre a un’unica immagine – a costituire uno dei fattori determinanti della sua longevità. Se ai suoi tempi fu talvolta sottovalutata, la sua arte della sottrazione – la fluidità del movimento, l’immobilità nella quiete, l’intensità trattenuta – appare oggi sorprendentemente moderna. Attraverso i generi, la retrospettiva metterà in luce le molteplici sfaccettature di un’artista iconoclasta.
(a cura di Molly Haskell)
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Il Cinema Ritrovato
40ª edizione
Bologna, 20-28 giugno
Promosso da: Fondazione Cineteca di Bologna
Sostenitori: Gaumont, The Film Foundation, Pathé
Con il sostegno di: Comune di Bologna | Ministero della Cultura – Direzione generale Cinema e audiovisivo | Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura | Creative Europe Media
Main Sponsor: Gruppo Hera