Letture di fine estate

Le nostre proposte di lettura tra le ultime uscite di quest’anno, per accompagnare la transizione tra la fine dell’estate e i nuovi inizi settembrini, consultabili alla Biblioteca Renzo Renzi.
Due libri molto diversi, due penne eccellenti, ci raccontano una del rapporto tra una regione italiana e il cinema (giusto in tempo per l’inizio della kermesse veneziana) e l’altra di un film che ha cambiato il modo di guardare alla Shoah.

Il Veneto come “capitale della visione”


Veneto capitale del cinema e della visione – Dal cannocchiale di Galileo al cinema di Mazzacurati
di Gian Piero Brunetta (Ronzani, 2026)


Il nuovo libro di uno dei più grandi storici del cinema, Gian Piero Brunetta, dimostra come il Veneto non sia stato solo un set cinematografico, ma una vera e propria “capitale della visione”.
Il libro, che riunisce numerosi saggi scritti nell’arco di cinque decenni, si articola come un lungo viaggio cronologico che prende avvio dalla rivoluzione scientifica e ottica di Galileo Galilei ai primi del Seicento, per poi rievocare il precinema e le lanterne magiche dei secoli successivi (dalle camere ottiche usate dal Canaletto per il vedutismo fino ai mondi nuovi e alla lanterna magica), evidenziando il ruolo svolto da artigiani, scienziati e stampatori veneti (come i Remondini di Bassano).
Il volume, poi, documenta come la fotografia abbia trovato a Venezia una precoce legittimazione scientifica e commerciale, spianando la strada all’arrivo del cinema nel primo decennio del Novecento, che ridefinì gli spazi di socializzazione urbana. Segue la rievocazione della nascita della Mostra del Cinema di Venezia nel 1932 e il ruolo culturale di Francesco Pasinetti.

Brunetta analizza come il cinema abbia raccontato le trasformazioni antropologiche del Veneto, dal mondo contadino al “miracolo economico”. Il percorso del libro si chiude con le pagine dedicate al ”poeta cinematografico” Franco Piavoli e a Carlo Mazzacurati, descritto come il cantore più acuto della complessa realtà veneta contemporanea.

‘Shoah’, un documentario performativo


Shoah di Claude Lanzmann – Una finzione del reale
a cura di Francesco Pitassio (Carocci, 2026)


Shoah (1985) di Claude Lanzmann è un monumentale documentario di oltre nove ore sullo sterminio degli ebrei d’Europa. Lo studio di Francesco Pitassio, professore ordinario e storico del cinema italiano, docente di Storia del cinema e Cinema documentario presso l’Università di Udine, si sofferma sul concetto di “finzione del reale”, dimostrando che la “finzione” in Shoah non è un’invenzione o una falsificazione dei fatti, bensì la messa in scena, la costruzione formale e il dispositivo cinematografico utilizzati da Lanzmann per permettere alla verità storica e all’orrore della Shoah di manifestarsi e diventare visibili nel presente.

L’autore esamina l’architettura visiva e narrativa dell’opera, definendola un “documentario performativo”. In particolare, viene analizzata la scelta radicale di Lanzmann di rifiutare qualsiasi immagine d’archivio o filmato d’epoca, affidando il racconto unicamente a interviste e a riprese dei luoghi dello sterminio. Inoltre il libro ricostruisce i lunghi e complessi dodici anni di lavorazione del film, esaminando l’eco internazionale, il successo critico e le accese polemiche intellettuali che l’opera ha suscitato fin dalla sua uscita, come anche il fenomeno secondo cui il film abbia trasformato il linguaggio comune, introducendo e imponendo nel mondo il termine ebraico “Shoah” al posto di “Olocausto”.

Per prenotare il prestito o la consultazione in sede scrivere a cinetecabiblioteca@cineteca.bologna.it

Esplora i nostri approfondimenti