Arrapaho

(Italia/1984) di Ciro Ippolito (75')
Dal 15 Giugno 2026

Descrizione

Torna nelle sale e nelle arene estive uno degli stracult più leggendari del cinema italiano, ispirato all’omonimo album dei mitici Squallor

Nella tribù dei Cefaloni, la bella Scella Pezzata è promessa sposa di Cavallo Pazzo, ma è innamorata dell’aitante Arrapaho. Scult assoluto del cinema italiano, “disastrosamente diretto” da Ippolito in soli quindici giorni, è il film che portò sul grande schermo la comicità degli Squallor. “Detti un volto agli Squallor, mettendo in video le loro geniali canzoni. Il Morandini lo definì il film più brutto della storia, un primato a cui tengo, che spero resti imbattuto: quella stroncatura lo rese immortale”.
Ciro Ippolito

La bellissima Scella Pezzata, figlia di Palla Pesante, capo tribù dei Cefaloni, è promessa a Cavallo Pazzo, ma è innamorata di Arrapaho, figlio di Mazza Nera, capo tribù degli Arrapaho. Ma anche Luna Caprese della tribù Frocheyenne è innamorato di Arrapaho. Definito negli anni “l’oscenità al grado infantile (rumori compresi)” (Oreste Del Buono), “il più brutto film della storia del cinema italiano” (Morando Morandini), “capolavoro assoluto del cinema trash” (Roberto Poppi), Arrapaho è un folle western gay-demenzial-musicarello da subito amato dai ragazzacci degli anni Ottanta e poi cresciuto nel culto che giocava apertamente col trash, il basso costo, il cinema alla Monty Python. Tutto si deve dall’incontro tra il regista e produttore napoletano Ciro Ippolito, gran nome del cinema popolare, dopo Alien 2 – Sulla Terra e i film di Mario Merola, e il gruppo musicale, allora attivissimo, degli Squallor, formato da Daniele Pace, Toto Savio, Alfredo Cerruti, Giancarlo Bigazzi, veri musicisti e discografici che giocavano col demenziale e avevano pubblicato l’album Arrapaho solo l’anno precedente. Nessuno aveva mai tentato un’operazione simile e nessun produttore, a cominciare da Goffredo Lombardo della Titanus, che poi produrrà il secondo film degli Squallor con Ciro Ippolito, Uccelli d’Italia, volle coprodurlo o distribuirlo. Girato in quindici giorni nei dintorni di Roma, con qualche repertorio riciclato da altri western, si avvale di un cast capitanato dall’attore svizzero Urs Althaus e dalla greca Tini Cansino, già stellina di Drive In, ai quali si uniscono gli stessi Pace e Cerruti, caratteristi del western, del cinema felliniano e della scena napoletana. Uscito a Ferragosto a Viareggio e in altre zone balneari, distribuito dallo stesso Ippolito, malgrado le pessime recensioni dei critici, diventa un successo immediato e, negli anni, un vero e proprio oggetto di culto. Grande prova di Pace&Co., che danno vita a volgari ma fantastici monologhi sulle abitudini delle tribù indiane degli Arrapaho e dei Frocheyenne. Grande anche il totem fallico della tribù degli Arrapaho. La storia è percorsa da parodie di spot dell’epoca e da spezzoni di finta tv come un pre-blob. Celebre la frase di lancio: “Ciao! Vediti Arrapaho!”.
Marco Giusti

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Per ragioni di palinsesto alcuni cinema programmeranno ARRAPAHO in giorni diversi da quelli dell'uscita. Vi consigliamo pertanto di consultare il calendario che segue e i canali informativi delle singole sale.

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