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Tributo a Tim Curry
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Nuovo restauro 4K
THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW + STRANGE JOURNEY: THE STORY OF ROCKY HORROR
Sceneggiatura e Montaggio: Avner Shiloah. Fotografia: Warren Kommers. M.: Avner Shiloah. Musiche: Giosuè Greco. Interpreti: Richard O’Brien, Lou Adler, Barry Bostwick, Tim Curry, Patricia Quinn, Susan Sarandon. Produzione: Adam Gibbs, Linus O’Brien, Garret Price e Avner Shiloah per Margot Station. DCP. Durata: 90’. Col.
La storia definitiva del Rocky Horror Show, dalle sue umili origini come spettacolo teatrale off-Broadway londinese alla sua ascesa fulminea, alla caduta e alla rinascita come il più grande film cult di tutti i tempi. Grazie all’accesso privilegiato al suo creatore, Richard O’Brien, e ad altri protagonisti di spicco come Tim Curry, Susan Sarandon e Lou Adler, il documentario indaga ciò che ha reso lo spettacolo teatrale e il film così unici: le sue tematiche innovative e trasgressive, le interpretazioni iconiche e le leggendarie canzoni entrate nell’immaginario collettivo. Il culto che ne è scaturito non ha paragoni e se, da un lato, ha dato vita alle proiezioni di mezzanotte, che tuttora continuano, dall’altro ha rappresentato un rifugio per tutti coloro che si sono sentiti diversi o emarginati.
“Alcuni anni fa mi sono imbattuto su YouTube nella canzone I’m Going Home, uno dei momenti salienti di The Rocky Horror Picture Show. Mentre scorrevo i commenti sono stato sopraffatto dall’emozione. Rocky Horror aveva sempre fatto parte della mia vita e conoscevo bene il suo impatto sociale, ma quella è stata la prima volta in cui ho davvero compreso l’enormità della sua influenza sulle vite delle singole persone. Da quella consapevolezza è nato questo film. Ho capito quanto questa storia fosse significativa e complessa: l’ascesa, la caduta e la rinascita di Rocky Horror; il suo influsso su musica, cinema e cultura pop; il fenomeno cult senza precedenti che ha generato, creando uno spazio sicuro per persone di ogni tipo. E purtroppo ho constatato che in questo clima politico Rocky Horror è più attuale che mai. A tutto questo si aggiunge il fatto che mio padre, Richard O’Brien, è stato colui che ha creato The Rocky Horror Picture Show, entrando così nella vita di moltissime persone. Sapevo che questa storia doveva essere raccontata – e che non era mai stata approfondita in un documentario.
All’inizio non intendevo dirigere il film io stesso. Il mio piano era quello di trovare i partner giusti e contribuire a realizzarlo. Ma quando ho proposto il progetto al mio vecchio amico Avner Shiloah, che mi ha poi presentato a Garret Price e Adam Gibbs di Margot Station, abbiamo capito tutti che questa era anche una storia padre/figlio. Rocky Horror è stato creato più o meno quando sono nato io, sono cresciuto nel suo mondo, e sono stato il più giovane spettatore a vedere lo spettacolo teatrale originale, a Londra, quando avevo quattro anni. Loro tre mi hanno convinto che fossi la persona giusta per raccontare questa storia e, insieme, abbiamo intrapreso il viaggio che ci ha portato a realizzare il documentario.
Ho dovuto convincere mio padre che avremmo raccontato la storia di Rocky Horror in modo da renderle giustizia. Il primo passo è stato un viaggio in Nuova Zelanda per l’intervista principale con lui. Anche se il film scorre nelle mie vene e negli anni ho sentito tantissime storie al riguardo, questa è stata un’esperienza diversa: ho potuto trascorrere diversi giorni ad approfondire il dialogo con papà, affrontando temi che in passato lo avevano messo a disagio. Da lì abbiamo proseguito con interviste a Londra, New York, Los Angeles e in Australia. Ritrovare il cast e la troupe con cui sono cresciuto è stato incredibilmente gratificante. Incontrare Nell, Barry, Susan, Tim, Pat, Jim e Lou è stato particolarmente significativo: mi avevano conosciuto quando ero piccolo e probabilmente la maggior parte di loro mi aveva visto l’ultima volta quando avevo otto anni.
Parlare con i fan e con coloro cui il film ha cambiato la vita è stato insieme illuminante e commovente. Rocky Horror è unico nel modo in cui ha creato comunità e spazi in cui potersi esprimere senza timore di giudizio – in cui sentirsi liberi in ogni scelta e a proprio agio con chi condivideva quello spirito. Questo documentario non celebra solo Rocky Horror, ma anche tutte queste persone. I fan si sono appropriati dell’opera, le hanno dato una vita che va ben oltre ciò che mio padre o qualunque altro dei suoi creatori avrebbe potuto immaginare. Pur essendo spudoratamente queer, ciò che rende Rocky Horror speciale è che rimane uno spazio inclusivo e condiviso per persone di ogni genere e orientamento: un luogo in cui così tanti hanno capito chi sono e chi vogliono essere.
Come dice Trixie Mattel nel film, vorremmo vivere in un mondo in cui il Rocky Horror fosse ormai un ricordo del passato, purtroppo non è così: ecco perché questo documentario, e storie come questa, sono più importanti che mai.”
Linus O’Brien
“È una storia incredibile e, non a caso, il documentario di Linus O’Brien si intitola Strange Journey: The Story of Rocky Horror. Un documento prezioso che nasce dalla volontà di Linus, figlio di Richard O’Brien, di raccontare l’impatto culturale che l’opera ha avuto e continua ad avere, ma anche di aprire un dialogo aperto col padre riportando in superficie una serie di emozioni non sempre esplicitate a parole, specchio di una personalità complessa, molteplice e illuminante.
O’Brien intervista gran parte dei protagonisti dell’epopea degli anni Settanta e attraverso le loro parole e i ricordi ricostruisce con rispetto e ammirazione una storia popolare e rivoluzionaria, unendo il nuovo girato alle scene del film e ai materiali d’archivio.
Questo viaggio, folle e travolgente, ci ricorda il potere che un’opera d’arte può avere sulla vita delle persone e ci mette davanti a un fatto incredibile: cinquant’anni fa il Rocky Horror aveva già intercettato problemi sociali e culturali ancora oggi di estrema attualità.
Strange Journey: The Story of Rocky Horror mette insieme tutti i pezzi di quello che è diventato non solo un cult, ma anche un fenomeno culturale straripante e tuttora profondamente attivo.”
Francesco Catalano, “Cinefilia Ritrovata”, cinefiliaritrovata.it, 31 ottobre 2025