Festival di Cannes: a “Cannes Classics” l’ultimo film di Luchino Visconti

Presentato al Festival di Cannes nel 1976, L’innocente, tratto da D’Annunzio e interpretato da Giancarlo Giannini e Laura Antonelli, torna sulla Croisette grazie al restauro della Cineteca di Bologna.
La Cineteca di Bologna ricorderà Luchino Visconti, a 50 anni dalla scomparsa, con un omaggio speciale al festival Il Cinema Ritrovato a fine giugno.

Il Festival di Cannes omaggia Luchino Visconti, a 50 anni dalla scomparsa: nella sezione Cannes Classics, sarà presentato L’innocente, nel restauro realizzato dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con MFE-MEDIAFOREUROPE N.V. – RTI e StudioCanal, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.

Per L’innocente si tratta di un ritorno sulla Croisette: fu infatti presentato fuori concorso al Festival di Cannes nel 1976, due mesi dopo la scomparsa di Visconti, avvenuta il 17 marzo dello stesso anno.

Con Linnocente, la Cineteca di Bologna rinnova il suo impegno nel restauro dell’opera viscontiana (ricordiamo SensoIl gattopardoRocco e i suoi fratelli) e inaugura le sue celebrazioni per il 50° anniversario della scomparsa di Luchino Visconti, che culmineranno a fine giugno con l’omaggio al festival Il Cinema Ritrovato (Bologna, 20-28 giugno).

Tratto dal secondo dei Romanzi della Rosa di Gabriele D’Annunzio, L’innocente di Luchino Visconti è un ritratto decadentista dell’uomo e del clima culturale di fine Ottocento. 

Giancarlo Giannini è un marito borioso che tormenta la moglie, Laura Antonelli, con il proprio cinismo, finché la scoperta della gravidanza di lei, frutto di un tradimento, scatena in lui un’ossessione infanticida.

Pur ambientato nell’epoca stessa del romanzo, il film di Visconti inquadra puntualmente anche la crisi del sistema di valori in cui è stato girato. Come suggerisce Fernaldo Di Giammatteo, lo stile del film riflette un’urgenza testamentaria: “Le opinioni di Visconti in proposito contano meno del tono con cui vi si è accostato: un tono lugubre che fa dell’Innocente il suo estremo, raffinatissimo requiem sulla dissoluzione dell’immagine familiare”.

La Cineteca di Bologna sarà presente a Cannes Classics anche con il restauro – promosso in collaborazione con The Film Foundation’s World Cinema Project e il sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation – del film Eva diretto nel 1953 da Maria Plyta e i cortometraggi realizzati a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta dal regista armeno Artavazd Pelechian (questi restauri sono promossi da Coproduction Office in collaborazione con la stessa Cineteca di Bologna).