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E per il centenario della nascita di Florestano Vancini, al Lido ci sarà anche il restauro dell’esordio del regista ferrarese, La lunga notte del ’43, che torna a Venezia dopo aver vinto nel 1960 il Premio Opera Prima
Un esordio indimenticabile: Daniele Ciprì e Franco Maresco, creatori di Cinico Tv, approdano al grande schermo nel 1995 con Lo zio di Brooklyn. Divenuto oggetto di culto, come tutto ciò che toccano Ciprì e Maresco, Lo zio di Brooklyn sarà all’83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Venezia Classici, grazie al restauro della Cineteca di Bologna, in collaborazione con Filmauro, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.
La Cineteca di Bologna, questa volta in collaborazione con Compass Film, porterà al Lido anche il restauro di un altro esordio, quello con il quale Florestano Vancini vinse, proprio a Venezia, il Premio Opera Prima nel 1960: La lunga notte del ’43, un restauro con il quale la Cineteca di Bologna celebra il centenario della nascita del regista ferrarese, avvenuta il 24 agosto 1926. Tratto da un racconto dello scrittore Giorgio Bassani, con la sceneggiatura di Ennio De Concini e Pier Paolo Pasolini, La lunga notte del ’43 vede tra gli interpreti Belinda Lee, Gabriele Ferzetti, Gino Cervi, Enrico Maria Salerno.
Ambientato naturalmente a Ferrara, negli ultimi mesi del 1943, il film racconta la vicenda del tentativo fascista di riorganizzare il partito, diviso in due fazioni: da una parte i moderati, guidati dal federale Bolognesi, dall’altra la frangia più violenta, capeggiata da Aretusi, detto “Sciagura”. Schierato con quest’ultimo, l’anziano farmacista Barilari, fascista della prima ora, che da anni vive barricato in casa: colpito da paralisi subito dopo il matrimonio con la giovane Anna, che si occupa della farmacia al posto suo, trascorre le giornate accanto alla finestra che dà sulla via principale, Corso Roma, dalla quale scruta tutto ciò che accade nella cittadina emiliana; intanto, cresce nella moglie l’insoddisfazione verso un matrimonio che non l’ha mai resa felice. Le vicende della donna, nella quale si risvegliano i sentimenti per un vecchio amante colto, agiato e antifascista, s’intrecciano con le violentissime lotte intestine tra i fascisti ferraresi, sotto lo sguardo costantemente vigile di Barilari, in un’atmosfera resa ancora più spettrale dal clima rigido e dalla densa nebbia padana.
La Cineteca di Bologna collabora inoltre alla realizzazione del restauro del capolavoro diretto nel 1976 da Ettore Scola e interpretato da un inarrivabile Nino Manfredi Brutti, sporchi e cattivi, presentato da Surf Film e Centro Sperimentale di Cinematografia.