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Cannes, 1997. Il pubblico della Croisette è sconvolto con un thriller disturbante e dirompente che, mettendo in scena un ipnotico gioco al massacro, riflette sull’impatto della violenza nei media. Funny Games è l’opera che porta alla ribalta internazionale uno degli autori più riconoscibili e radicali del cinema contemporaneo. I film di Haneke ci parlano di alienazione e collasso dei rapporti sociali e familiari, di violenza e della sua mistificante rappresentazione, di responsabilità individuale e colpe collettive. Lo sguardo glaciale e lo stile ellittico e frammentario dei suoi film ci chiama in causa e ci provoca, senza sconti. La riuscita in sala del restauro di Funny Games ci ha spinto a riscoprire alcuni dei suoi primi lavori, dall’opera prima Il settimo continente alla rilettura del kafkiano Il castello. Completano la personale il postapocalittico Il tempo dei lupi e Il nastro bianco, che proponiamo in occasione della Giornata della Memoria.
(Der siebente Kontinent, Austria/1989) di Michael Haneke (104′)
(71 Fragmente einer Chronologie des Zufalls, Austria-Germania/1994) di Michael Haneke (96′)
(Das Schloss, Austria-Germania/1997) di Michael Haneke (130′)
(Das weiße Band – Eine deutsche Kindergeschichte, Austria-Germania-Francia-Italia/2009) di Michael Haneke (145′)
(Der siebente Kontinent, Austria/1989) di Michael Haneke (104′)
(Le Temps du loup, Francia-Austria-Germania/2003) di Michael Haneke (113′)