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Si è molto parlato della proiezione di Ultimo tango a Parigi cancellata a dicembre dalla Cinémathèque française di Parigi a seguito delle proteste del movimento MeToo francese e delle associazioni femministe. Prendiamo spunto da questa vicenda per rilanciare la riflessione e soprattutto per riportare al centro dell’attenzione Maria Schneider. L’omaggio che dedichiamo all’attrice parte proprio dall’opera di Bertolucci, proposta insieme a un’intervista in cui Schneider parla dell’esperienza traumatica vissuta sul set e delle dinamiche di potere nell’industria cinematografica, e a un cortometraggio che rappresenta un reenactment di quella stessa intervista. Se Ultimo tango la lanciò, appena ventenne, al centro della scena internazionale e dello scandalo, Schneider confermò le proprie doti attoriali due anni dopo nel capolavoro di Antonioni Professione: reporter. E per tutte le sue interpretazioni l’attrice francese ha sempre prediletto figure femminili libere, ribelli, anticonvenzionali, come la musicista di A Woman Like Eve, l’amica prostituta di La Dérobade o la terrorista di Cercasi Gesù di Comencini.
(Italia-Francia/1972) di Bernardo Bertolucci (126′)
(The Passenger, Italia-Francia-Spagna/1974) di Michelangelo Antonioni (126′)
(Olanda/1979) di Nouchka van Brakel (113′)
(Francia/1979) di Daniel Duval (120′)
(Italia/1982) di Luigi Comencini (105′)