Jean-Luc Godard, première vague

Compositore di cinema, e mai regista nel senso tradizionale, Godard ha rivoluzionato il linguaggio e l’estetica cinematografica, sperimentando in tutti i formati e supporti le relazioni fra le immagini e fra queste e i suoni, sovvertendo la sintassi della narrazione filmica. Delle tante anime di questa figura imprendibile abbiamo deciso di recuperare quella, per dirla con le parole di Jacques Mandelbaum, di “dandy ironico e superdotato”, pienamente Nouvelle Vague: ultimo tra i “giovani turchi” dei “Cahiers du cinéma” a passare alla regia, con Fino all’ultimo respiro (il nostro Cinema Ritrovato al cinema del mese) cambierà definitivamente ogni cosa. Richard Linklater, che ha girato un commosso e vitale making-off del film, spiega così la sua passion: “la Nouvelle Vague mi ha cambiato la vita. Quell’epoca del cinema è rimasta fondamentale per me. E nessuno la incarna meglio di Godard. Fa ciò che è proibito, disegna, improvvisa. Amo il suo umorismo, la sua fisicità, la sua audacia. Non segue alcuna regola se non la propria coscienza cinematografica”. Una dichiarazione d’amore: ma d’altronde, citando Truffaut, “il cinema del futuro sarà un atto d’amore”.

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