Un melodramma d’amore, tradimento e morte, un tuffo delizioso nell’immaginario, nella cultura, nella moda liberty italiana. Nasceva nel 1913 il fenomeno italiano del diva-film, genere che per una manciata d’anni avrebbe mandato in delirio le platee italiane ed europee. Di tutte le dive Lyda Borelli è la più languida e seduttiva, la più liberty e decadente, la più iconica ed elegante, la più pittorica e internazionale, tra D’Annunzio, Oscar Wilde e i preraffaelliti. Questo suo esordio dal titolo proverbiale – scritto appositamente per lei, che allora è la più grande attrice teatrale italiana – “ebbe un successo enorme. E resta ancora oggi unico, inclassificabile” (Mariann Lewinsky).
Accompagnamento al piano di Daniele Furlati
acquista