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Tra fine anni Settanta e inizio Ottanta, sono molti i comici che dopo essersi fatti le ossa tra palcoscenico e televisione esordiscono sul grande schermo, davanti e spesso anche dietro alla macchina da presa. Tra questi Carlo Verdone, che arriva al cinema sotto l’egida di Sergio Leone, riprendendo monologhi, sketch e personaggi creati nei suoi spettacolo teatrali: “Un giorno Sergio mi disse: ‘Senti, ho riflettuto, il soggetto devi scriverlo da solo e, per conto mio, devi anche dirigerlo te’. Io smaniavo da anni di fare il regista, ma mi prese il panico, volevo mollare tutto. Le paure mi passarono di botto il giorno in cui Sergio si presentò in casa mia e mi disse che da quel preciso momento cominciavano le sue lezioni di regia. Sergio mi ha insegnato tutto, ed è stato un produttore fantastico”. Così nasce Un sacco bello, il nostro Cinema Ritrovato al cinema del mese, presto diventato un oggetto di culto con la sua galleria di personaggi irresistibili. Nello stesso periodo, anche Troisi, Benigni, Abatantuono, e Villaggio qualche anno prima, arrivano sul grande schermo. E rivedere i loro film è l’occasione per ripensare a un periodo fertile e creativo della nostra commedia.
(Italia/1980) di Carlo Verdone (97′)
(Italia/1981) di Massimo Troisi (109′)
(Italia/1975) di Luciano Salce (108′)
(Italia/1980) di Carlo Verdone (97′)
(Italia/1984) di Massimo Troisi e Roberto Benigni (107′)
(Italia/1991) di Roberto Benigni (102′)
(Italia/1980) di Carlo Verdone (97′)
(Italia/1982) di Castellano e Pipolo (102′)
(Italia/1980) di Carlo Verdone (97′)