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Ma lo saranno, poi, di serie B? Fatta la tara delle necessarie economie produttive, i cosiddetti B movies si rivelano fucine di creatività, di sperimentazione, di letture politiche coraggiose. Amava il cinema di serie B, Federico Frusciante, critico cinematografico, storico gestore di una videoteca livornese, youtuber seguito da tanti appassionati di cinema giovani e meno, scomparso improvvisamente lo scorso febbraio. Pensando a lui abbiamo composto questa rassegna che contiene tanto horror, quello nostrano di Lucio Fulci e quello a stelle e strisce di Romero e Carpenter, i capostipiti delle saghe di Mad Max e di Tetsuo, e l’esilarante Hundreds of Beavers, che nel 2022 ha trovato la perfetta sintesi tra comica muta e videogame. E dunque, B movies? Sì, grazie.
(Dawn of the Dead, USA/1978) di George Romero (127′)
(Italia/1972) di Lucio Fulci (105′)
(Mad Max, Australia/1979) di George Miller (88′)
(Giappone/1989) di Shin’ya Tsukamoto (67′)
(USA/1988) di John Carpenter (95′)
(USA/2022) di Mike Cheslik (108′)