When the Waves Are Gone

(Filippine/2022) di Lav Diaz (185')
When the Waves Are Gone

(Filippine/2022) di Lav Diaz (185')

Cosa accade quando un organismo incaricato di proteggere i cittadini e di garantire il rispetto delle leggi diventa responsabile di violazioni dei diritti umani, come nel caso delle Filippine, dove la polizia si trasforma nel Tristo Mietitore? La figura e lo stile populista del presidente filippino Rodrigo Duterte lo hanno portato a un livello di popolarità senza precedenti nella politica del Paese, al punto che ogni sua azione – anche quelle incostituzionali e moralmente inaccettabili, come le uccisioni extragiudiziali compiute dalla polizia – sembra rivestirsi di una sorta di legittimità, conferita soprattutto dal consenso delle masse. Quel consenso, tuttavia, non proviene soltanto dalle masse ‘ignoranti’, ma anche da intellettuali, artisti, persone istruite.

La sofferenza del tenente Hermes Papauran nel film è la sofferenza dell’anima filippina, dell’anima umana. La recente e sconvolgente invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con la brutalità che ne è seguita, appare inaudita, ma non è altro che l’amplificazione di un male umano che esiste da sempre: la facilità con cui l’umanità finisce per accettare una forma di psicosi nel sostenere leader malvagi, la sua impotenza di fronte a un muro di ignoranza pietrificata. Putin, Duterte, Assad, Trump... i Tristi Mietitori del mondo non hanno mai smesso di esistere.

Lav Diaz

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