2 cuori e 2 capanne

(Italia/2026) di Massimiliano Bruno (108')
2 cuori e 2 capanne

(Italia/2026) di Massimiliano Bruno (108')

Con: Edoardo Leo e Claudia Pandolfi

Classificazioni:
Alcol o droga Età 6+ Sesso
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Due persone che più diverse non possono essere si incontrano: Valerio fugge da ogni legame e Alessandra è diffidente con gli uomini. I due passano una notte assieme e dovranno fare i conti con le proprie convinzioni.

“Il brio comico è, prevedibilmente, garantito dal duo principale nel classico conflitto di genere per bastonare tutte le imposizioni e le storture della cultura patriarcale. Claudia Pandolfi è una professoressa fragile ma barricadera, alla ricerca di indipendenza relazionale e compensativi affettivi (le alunne, gli alunni, le amiche) rispetto al vuoto genitoriale di un padre che l’ha rinnegata. Edoardo Leo mantiene il solito imbarazzo misto a velata ironia per assecondare una recitazione fatta di sterzate di ritmo e amabile nevrastenia. Si intesta, da par suo, la parabola di un figlio di una classe agiata, schiavo di preconcetti, generalizzazioni e storture maschiocentriche, chiamato a cestinare un pacchetto di devianze oggi inaccettabili e tossiche. Entrambi con famiglie difficili in una commedia che è soprattutto un invito a rompere i ponti con l’autorità – sempre maschile, si capisce – per assecondare sé stessi.
Il cineasta romano unisce a doppio filo la questione della genitorialità (probabilmente si è ispirato alla sua recente paternità) a quella sociale, mettendo insieme volti e rivendicazioni dell’ala progressista – sfilano anche Daniele Silvestri, Carolina Crescentini e Valerio Lundini in puri camei di facciata – in un feeling good movie intergenerazionale, sicuramente tra le opere più riuscite, perché più polemiste, della sua filmografia. [...] Lo sguardo verso la nuova generazione non è mai paternale, a tratti ammirato, sempre desideroso di capire e immedesimarsi in rivendicazioni, proteste, fame di rottura di catene secolari: non più debosciati incollati al cellulare, ma giovani organizzati contro tutte le storture ereditate di una cultura intossicante.”
Davide Zazzini, Il Cinematografo
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