Nuovi corsi 2026
Scopri tutti i corsi
Premio Sandro Toni
Scopri di più
"L'Oscar è bello ma scomodo"
leggi l'approfondimento
Inaugurazione di stagione
scopri di più
Scegli il tuo mondo
programmazione
Cerca
Dal 5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027 alla Galleria Modernissimo
Un viaggio lungo 1.200 mq su una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila.
Prima regista donna a essere insignita dell’Oscar alla carriera (consegnatole da Angelina Jolie nel 2017), prima regista donna a vincere a Cannes, Venezia, Locarno, Berlino, San Sebastian, Agnès Varda è al centro della mostra Viva Varda! Il cinema è donna (a cura di Florence Tissot, con la direzione artistica di Rosalie Varda), alla Galleria Modernissimo di Bologna dal 5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027, prodotta dalla Cineteca di Bologna e La Cinémathèque française, con il sostegno istituzionale di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura, in collaborazione con Ciné-Tamaris, con il main sponsor Gruppo Hera e gli sponsor Selenella e Coop Alleanza 3.0.
La mostra Viva Varda! Il cinema è donna nasce in stretto dialogo con la mostra Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma, allestita a Villa Medici a Roma dal 25 febbraio al 25 maggio.
Film, foto, installazioni, cimeli e costumi: Viva Varda! testimonia un’opera personale, creativa, poliedrica che abbraccia la pittura, la Nouvelle Vague, Jacques Demy, il teatro e i gatti, Fidel Castro, Jim Morrison, Jane Birkin, Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Madonna, Jean-Luc Godard.
Artista giramondo, Varda ha sviluppato una carriera che le è valsa la fama internazionale. Un’opera segnata dall’impegno femminista che la mostra presenta in tutta la sua attualità.
Sarà suddivisa in diverse sezioni, dedicate al rapporto tra Agnès e le immagini (l’autoritratto, la fotografia, la pittura, ma anche il gusto per gli accostamenti inaspettati), alla scrittura per il cinema (in particolare alla creazione di personaggi femminili profondi e sorprendenti), la dimensione sociale e nomade dei suoi film (il gusto di documentare il mondo, gli sconvolgimenti politici e i suoi mutamenti culturali) e si arricchirà di una sezione interamente dedicata al rapporto tra Agnès Varda e l’Italia.