(Cléo de cinq à sept, Francia/1962) di Agnès Varda (85')
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Due ore di tempo (quasi) reale per conoscere Cléo, graziosa e capricciosa chanteuse. L’angosciante attesa di un responso medico la apre a una vita più vera. “Il film è straordinario perché senza ricatti narrativi, sentimentali, politici ci mette davanti a una quotidianità che poteva appartenere a tutti. […] Cléo finisce per parlare soprattutto di Parigi durante la guerra d’Algeria. L’eco della guerra è molto forte, anzi è forse il vero sottofondo del film” (Goffredo Fofi).