Una battaglia dopo l’altra

(One Battle After Another, USA/2025) di Paul Thomas Anderson (161')
Una battaglia dopo l’altra

(One Battle After Another, USA/2025) di Paul Thomas Anderson (161')

Con: Benicio Del Toro, Leonardo DiCaprio e Sean Penn

Classificazioni:
Alcol o droga Età 10+ Sesso Turpiloquio Uso di armi Violenza
Il rivoluzionario in declino Bob, interpretato da Leonardo DiCaprio, vive in uno stato di paranoia confusa, sopravvivendo ai margini della società insieme alla sua vivace e indipendente figlia Willa (Infiniti). Quando, dopo sedici anni, il suo acerrimo nemico Penn riappare e Willa scompare, l’ex militante radicale si lancia in una disperata ricerca. Padre e figlia dovranno affrontare insieme le conseguenze del suo passato.

“Direi che in Una battaglia dopo l’altra, da oggi nelle sale con Warner Bros, ci sia tutto ciò che Donald Trump detesta. E cioè: gli americani che aiutano gli immigrati messicani detenuti nei centri di detenzione, le coppie miste, i rivoluzionari di sinistra che colpiscono i simboli del potere economico, i fricchettoni un po’ sballati che vivono al confine, la satira di un certo militarismo virilista contiguo alle nuove sette sovraniste che tramano all’ombra del potere, le donne che combattono per il diritto all’aborto e all’autodeterminazione, eccetera. [...] Il regista 55enne, autore di capolavori come “Boogie Nights – L’altra Hollywood” e “Magnolia”, confeziona un affresco di 2 ore e 40 minuti dal ritmo indiavolato, pure con qualche digressione comica, al quale si addicono gli aggettivi più diversi: grottesco, romantico, scanzonato, carnale, feroce, irriverente, allucinato…
[...] Leonardo DiCaprio incarna il maldestro e demotivato Bob [...] Nel gruppo degli interpreti ci sono anche Benicio del Toro, Teyana Taylor e Chase Infiniti, rispettivamente nei ruoli di un rilassato maestro di arti marziali, della guerriera Perfidia e dell’audace figlia sedicenne.
[...] Non saprei dire se Una battaglia dopo l’altra sia, come assicura Rolling Stone, -il film dell’anno, anzi, probabilmente il film del decennio-, ma di sicuro vale ampiamente il prezzo del biglietto: per le invenzioni che contiene, per i bei dialoghi padre-figlia, per il sentimento anti-autoritario e ribellista che veicola senza fare sconti al fanatismo ideologico. Non a caso Spielberg è rimasto fulminato dopo averlo visto.”
Michele Anselmi, Cinemonitor
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