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Quinta edizione della rassegna Cinema & Architettura, promossa dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna. Quest’anno riflettiamo sulla struttura morfologica, o meglio sul progetto, di alcuni film e di alcune architetture. Per entrambi cercheremo di rendere evidente la sequenza di scelte operative, e dunque concrete, con cui si ‘costruisce’ l’ideazione e poi la realizzazione, riflettendo sulle scelte e i metodi adottati.
I film individuati, così come le architetture, sono opere di cui ogni autore ha reso espliciti, anche attraverso la riflessione critica sul proprio lavoro, gli obiettivi e i modi con cui perseguirli: questo vale per Vampyr come per l’opera complessiva di Carl Th. Dreyer e, ugualmente, per I misteri del giardino di Compton House di Peter Greenaway, per la relazione tra rigore operativo (inquadrature, piani-sequenza) e la multiforme ricchezza dell’esito compositivo. E ancora per Jodorowsky’s Dune di Frank Pavich, che, documentando il fallimento del film Dune pensato da Alejandro Jodorowsky, testimonia della valenza autonoma del progetto, e per Tron di Steven Lisberger, che per la prima volta ha parlato di realtà virtuale al cinema, integrando in modo pionieristico la computer graphic; un’opera illuminante a proposito del ruolo della tecnologia nel progetto come fattore in grado di amplificarne le possibilità espressive.
Alessio Erioli e Maura Savini
(USA-Francia/2019) di Frank Pavich (90′)
(USA/1982) di Steven Lisberger (96′)
(The Draughtsman’s Contract, Gran Bretagna/1982) di Peter Greenaway (108′)
(Francia-Germania/1932) di Carl Theodor Dreyer (73′)