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“Maigret non somiglia ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate. Ma la struttura era plebea. Maigret era enorme e di ossatura robusta. Muscoli duri risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi”. È così che in Pietr il lettone Simenon descrive Jules Maigret, commissario della Sûreté parigina. È la prima apparizione ufficiale del personaggio, che avrebbe continuato la sua carriera per quasi cinquant’anni e più di settanta romanzi. Per salutare il commissario in vista della chiusura della mostra Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, abbiamo scelto quattro dei più iconici interpreti tra i molti che l’hanno incarnarlo sul grande e piccolo schermo: Harry Baur, Michel Simon, Jean Gabin, Bruno Cremer e il nostro Gino Cervi. Attori molto diversi, ma tutti capaci di tenere fede alla regola prima che Simenon impose al suo personaggio: “comprendere e non giudicare, perché ci sono soltanto vittime e non colpevoli”.
(Francia/1952) di Henri Verneuil (35′)
(Francia/2022) di Patrice Leconte (89′)
(Maigret et l’affaire Saint-Fiacre, Francia/1959) di Jean Delannoy (98′)
(La tête d’un homme, Francia/1933) di Julien Duvivier (98′)
(Francia/1991) di Claude Goretta (95′)
(Maigret et le mort amoureux, Francia/2026) di Pascal Bonitzer (81′)