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Il premio Oscar come miglior film internazionale a Sentimental Value (già vincitore del Gran Prix all’ultimo festival di Cannes) sancisce definitivamente lo status autoriale di Joachim Trier. Danese di nascita, è diventato nel tempo uno dei più interessanti registi del cinema norvegese contemporaneo. Sempre con il fido sceneggiatore Eskil Vogt al suo fianco, Trier ha costruito con i suoi film una disanima profonda, ironica e disperata, dei rapporti affettivi e familiari in questo primo, incerto, quarto di secolo del nuovo millennio. Anche quando si sposta dalle strade dell’amata Oslo alle produzioni internazionali (Segreti di famiglia, con un’indimenticabile Isabelle Huppert) o sul terreno del cinema di genere (l’horror Thelma), la macchina da presa di Trier resta puntata sui suoi personaggi, sul passato che si portano dietro, sul loro difficile immaginarsi in un sereno futuro. Come l’indimenticabile Julie, La persona peggiore del mondo che ci ha fatto conoscere e innamorare dell’attrice Renate Reinsve: la sua faticosa costruzione di sé, in un ondivago incedere tra le cose piccole e grandi della vita, è il paradigma più compiuto di tutto il cinema di Trier.
(Louder Than Bombs, Norvegia-Francia-Danimarca/2015) di Joachim Trier (105′)
(Norvegia-Francia-Danimarca-Svezia/2018) di Joachim Trier (116′)
(Verdens verste menneske, Norvegia-Francia-Svezia-Danimarca/2021) (127′)
(Affeksjonsverdi, Norvegia-Francia-Germania-Danimarca-Svezia/2025) di Joachim Trier (133′)
(Affeksjonsverdi, Norvegia-Francia-Germania-Danimarca-Svezia/2025) di Joachim Trier (133′)
(Verdens verste menneske, Norvegia-Francia-Svezia-Danimarca/2021) (127′)