Il Fondo Rino Maenza
La Storia
Affetto da cecità bilaterale fin dall’infanzia, compie i primi studi al Centro Messeni di Rutigliano e si trasferisce poi a Bologna all’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, esperienza decisiva per la sua formazione e per l’incontro con figure con cui condividerà progetti fondamentali, tra cui Luciano Nicolini. Durante gli anni del liceo al Galvani emerge per l’organizzazione di iniziative culturali e per l’attività giornalistica, scrivendo per il giornale scolastico La rana, anche con lo pseudonimo Giovanni Dimolf.
Parallelamente sviluppa un’intensa attività musicale: suona clarinetto, sassofono e fisarmonica, si avvicina al jazz e al free jazz e si esibisce in concerti tra il 1972 e il 1974 in diversi contesti bolognesi, partecipando anche all’esperienza del Free Group. La musica diventa per lui un laboratorio di ascolto e sperimentazione che influenzerà tutta la sua attività successiva.
Iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, si laurea con una tesi in Diritto Costituzionale su “Stampa, Radio e Televisione: libertà d’informazione”. Negli stessi anni inizia a registrare congressi, incontri e dibattiti con apparecchiature proprie, con l’obiettivo di conservarne i contenuti e renderli accessibili: una pratica che anticipa il suo futuro lavoro di produttore.
Nel novembre del 1974, nell’ambito della Cooperativa Lavoratori dell’Informazione, realizza insieme ad altri la prima trasmissione radio libera italiana da una roulotte sul Colle dell’Osservanza, dando vita a “Radio Bologna”. L’esperienza, interamente politica, si conclude pochi giorni dopo la firma del primo decreto di riforma della Rai e comporta anche una denuncia per detenzione di apparato trasmittente.
Nel 1976, in via Bocca di Lupo, in un ex convento di clausura del Quattrocento, fonda assieme a Luciano Nicolini, la Fonoprint, destinata a diventare uno dei principali studi di registrazione italiani, e avvia un’intensa attività di produzione televisiva, collaborando prevalentemente con la Rai e realizzando oltre cinquecento ore di programmazione. Sarebbe lungo elencare tutti gli artisti che sono passati per quegli studi, da Lucio Dalla (è qui che incide Caruso) a Gianni Morandi (il disco è Varietà), da Vasco Rossi (il mitico Bollicine) a Zucchero (Blue’s) e poi Guccini, Conte, Pausini, Bocelli, Carboni ecc…
Tra i progetti più significativi va ricordato inoltre Un tocco di classica, videomagazine dedicato alla musica colta, trasmesso anche all’estero.
Nel 1980 incontra Carmelo Bene, con il quale instaura un sodalizio professionale che lo vede impegnato nella cura delle registrazioni sonore di numerose produzioni, culminando nella Lectura Dantis dalla Torre degli Asinelli nel 1981, in occasione del primo anniversario della strage del 2 agosto.
Negli anni successivi Maenza è ideatore e organizzatore di progetti di ampio respiro civile, tra cui il Concerto per la Vita e per la Pace, trasmesso in mondovisione per quindici edizioni da Betlemme e Gerusalemme, iniziativa che gli vale la cittadinanza onoraria di Betlemme. Si dedica inoltre alla valorizzazione di spazi culturali, come il Teatro dell’Olivo di Camaiore, e ricopre incarichi di responsabilità, tra cui la presidenza del Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza.
A Bologna, è stato a lungo componente del Consiglio di amministrazione del Teatro Comunale, di cui è vice presidente dal 1999 al 2006.
La figura di Rino Maenza sfugge a una definizione univoca. Produttore, sì, ma anche mediatore culturale, organizzatore, visionario. Il suo percorso dimostra come l’innovazione non nasca solo dalla tecnologia, ma da uno sguardo capace di anticipare i bisogni culturali del presente. In questo senso, la sua eredità non risiede soltanto nei progetti realizzati, ma nel metodo: fare cultura significa creare le condizioni perché qualcosa accada, e soprattutto perché possa essere condiviso.
Leggi la bio completa sulla pagina www.rinomaenza.org/biografia
Materiali
Il fondo archivistico è costituito da due sezioni principali, a partire dal Patrimonio Audiovisivo, che ne rappresenta il cuore della collezione. Questa vasta sezione include oltre 3400 supporti fisici, siano essi analogici o digitali (audio e video in vari formati). Fa parte del patrimonio anche un Archivio Digitale, composto da file immateriali conservati all’interno di supporti fisici cumulativi come hard disk, DVD e CD. Le opere hanno una provenienza diversificata, coprendo produzioni di realtà come DAMS PI, Promedia, Medianova, QuiBo, e altre.
Il Fondo è poi arricchito da un’ampia Documentazione Extra-Filmica Correlata, che consiste in materiali cartacei e a stampa relativi alle attività, suddivisi tra amministrazione, contratti e corrispondenza, soggetti e materiali relativi a progetti (realizzati e non), rassegne stampa, locandine e brochure.
Informazioni
Modalità di consultazione:
su appuntamento; il fondo è in fase di inventario ed è solo parzialmente consultabile.
Contatti
Email:
anna.fiaccarini@cineteca.bologna.it
Telefono:
051 2195300
Sede:
Bologna