Tim Curry: Don’t Dream It, Be It

Scomparso il 25 agosto 2026 all’età di 80 anni, Tim Curry è stato uno degli attori più eclettici, carismatici e memorabili della storia del cinema e del teatro britannici.

Dotato di una straordinaria estensione vocale, di una presenza scenica magnetica, di una mimica istrionica di grande espressività e di una spiccata propensione per l’eccesso teatrale e il grottesco, Curry era nato a Grappenhall and Thelwall nella contea del Cheshire il 19 aprile 1946 e ha spaziato dal cinema al teatro, recitando per la Royal Shakespeare Company, il Royal National Theatre, la Glasgow Civic Repertory Company e il Royal Court Theatre, e si è cimentato brillantemente anche con il doppiaggio di film d’animazione e videogiochi.

Il suo nome rimarrà per sempre indissolubilmente legato allo spettacolo The Rocky Horror Show (1973) di Richard O’Brien e al film The Rocky Horror Picture Show (1975) di Jim Sharman, di cui nella Biblioteca della Cineteca si può vedere il dvd o il blu-ray, ascoltare la colonna sonora originale e si può leggere una monografia pubblicata nel 1983.
Curry ha interpretato sia sulle scene teatrali londinesi, sia nella versione cinematografica, il ruolo dello scienziato pazzo e “travestito” Dr. Frank-N-Furter. La sua performance, sensuale, sfrontata e sfrenatamente ironica, ha ridefinito i confini del camp ed è diventata un pilastro della cultura pop. Ha successivamente confermato la sua versatilità straordinaria, eccellendo soprattutto nei ruoli di cattivi stravaganti e originali. Ha impresso una fisionomia indimenticabile a personaggi di carattere in L’australiano (1978) e Annie (1982), film di maestri del cinema quali, rispettivamente, Jerzy Skolimowski e John Huston, che potrete vedere in dvd in Biblioteca. Nel film fantasy Legend (1985) di Ridley Scott, reso irriconoscibile dal trucco, Curry ha interpretato il Diavolo in persona, offrendo una performance visivamente e vocalmente maestosa. Nella commedia nera Signori, il delitto è servito (1985) di Jonathan Lynn, ha dato prova dei suoi straordinari tempi comici e della sua fisicità frizzante. Nella miniserie televisiva It (1990) di Tommy Lee Wallace, tratta dal capolavoro di Stephen King, ha dato vita a un’incarnazione del terrore puro e il suo Pennywise è diventato un’icona dell’horror.

Oltre al cinema, Curry è stato una colonna portante del teatro musicale. Ha ricevuto diverse candidature ai Tony Award per le sue interpretazioni a Broadway, tra cui spiccano i ruoli di Wolfgang Amadeus Mozart in Amadeus (1980) e di Re Artù in Spamalot dei Monty Python (2004). 
La sua voce profonda e baritonale lo ha reso uno dei doppiatori più richiesti per film, serie televisive e videogiochi.
Nel 2012, l’attore è stato colpito da un grave ictus che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Nonostante le limitazioni fisiche, Curry non ha mai abbandonato la sua passione: ha continuato a lavorare attivamente come doppiatore, a partecipare a convention per incontrare i fan e a prestare la sua voce per progetti benefici e celebrazioni legate a The Rocky Horror Picture Show. Nel 2015 ha ricevuto il prestigioso Lifetime Achievement Award dall’Actors Fund per la carriera. A metà ottobre 2025 ha pubblicato la sua autobiografia, Vagabond – A Memoir (ed. Cornerstone-Penguin Random House).


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