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Sempre alla ricerca di nuovi orizzonti, la Fondazione Cineteca di Bologna (i cui soci sono il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna ed ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema) propone il suo progetto di maggiore prospettiva: l’Archivio Renato Zangheri di Cinema e Fotografia della Cineteca di Bologna (ARZ).
Un nuovo polo, nato dalla riqualificazione dell’ex Parcheggio Giuriolo, che raccoglierà l’immenso patrimonio filmico e fotografico della Cineteca e di tanti depositanti e il laboratorio di restauro L’Immagine Ritrovata: due realtà in quotidiano dialogo – conservazione e restauro sono i due pilastri su cui si regge il nostro lavoro – riunite ora in un unico spazio, tecnologicamente all’avanguardia.
Un progetto di grande rilevanza europea ed internazionale. Il cinema e la fotografia sono arti fragili, che richiedono spazi adeguati e appositamente progettati per essere conservate. Per questo la Cineteca cercava da sempre un’area di grandi dimensioni dove costruire un archivio che potesse conservare le sue collezioni, così come quelle di altre realtà, nelle migliori condizioni di conservazione possibili.
1990. C’era una necessità: offrire un parcheggio agli spettatori delle partite dei Mondiali di calcio che si sarebbero giocate allo Stadio Renato Dall’Ara. Il Parcheggio Giuriolo nasce con questa funzione, senza riuscire tuttavia a rinnovarla una volta terminati i Mondiali. Le conseguenze sono 20 anni di lento abbandono.
È da queste ceneri che rinasce come un’araba fenice un nuovo Archivio dalle caratteristiche uniche in Italia: rispondendo oggi a nuove e sfaccettate necessità. Da un lato, quelle di una Cineteca il cui patrimonio si fa ogni giorno più prezioso, bisognoso di cure e oggetto di continue richieste di studio da ogni angolo del mondo; dall’altro lato, quella di rigenerare un’area urbana che, con l’arrivo della palestra della Virtus Basket, del palasport del Volley e del Tram sta vivendo una importante trasformazione.
Sabato 13 giugno è quindi una giornata di festa, rivolta a tutti i cittadini: apre ARZ – l’Archivio Renato Zangheri di Cinema e Fotografia della Cineteca di Bologna. Con tanti ospiti e giocando sulla storia stessa della sua metamorfosi, da parcheggio a luogo di cinema: per far ciò, la Cineteca ha voluto dare la parola a un maestro come Marco Tullio Giordana, con la passione – non troppo segreta! – per le automobili d’epoca. Avremo una selezione di auto del cinema (tra le quali la leggendaria Bianchina di Fantozzi, l’Alfa Romeo dei poliziotteschi, l’inarrivabile Lancia Aurelia del Sorpasso) in esposizione proprio negli spazi del Centro Zangheri e Giordana ci accompagnerà in questo viaggio tra alcune delle moto e delle auto più iconiche della storia del cinema italiano.
La sera, alle ore 21.45, una proiezione speciale sul rooftop dell’Archivio Renato Zangheri (ingresso libero con prenotazione). Una perla firmata da Agnès Varda nel 1991: Garage Demy. Un film che dialoga naturalmente con la mostra Viva Varda! allestita alla Galleria Modernissimo e di nuovo con il passato rappresentato dal Parcheggio Giuriolo. Film biografico, che Agnès Varda ha dedicato al marito Jacques Demy, Garage Demy parte dall’infanzia del regista francese, cresciuto in una famiglia in cui il padre gestiva appunto un’officina e rimessaggio d’auto e dove Demy ha trovato l’amore per il cinema e il desiderio di farlo.
Per 10 giorni, fino ad arrivare al festival Il Cinema Ritrovato, l’Archivio Renato Zangheri rimarrà aperto al pubblico, con visite guidate agli archivi fotografici e filmici condotte dagli archivisti della Cineteca.
Calendario delle visite guidate: dal 15 al 24 giugno, ogni giorno alle ore 11.30 e alle 17.
Ingresso libero su prenotazione
bookshop@cineteca.bologna.it
Quanti nomi importanti e di valore raccoglie questa nuova realtà! Antonio Giuriolo, a cui è dedicata la strada che accoglie il parcheggio che ora diventa archivio, è stato un partigiano caduto nella Resistenza. Il nuovo centro ha preso il nome di Renato Zangheri, che tutti ricordano come sindaco di Bologna, ma non tutti che fosse stato anche il primo assessore alla cultura di un’amministrazione comunale in Italia. Proprio al suo assessorato si deve, nel 1962, l’atto di nascita della Cineteca del Comune di Bologna. La figura di Zangheri sarà ricordata, durante la festa di inaugurazione, da Paolo Capuzzo, presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.
Al fianco di Zangheri c’erano diverse figure, tra le quali colui che sarebbe stato fino al volgere del secolo il direttore della Cineteca stessa: Vittorio Boarini, fin dall’inizio segretario della Commissione Cinema. Ripercorrere qui la sua carriera istituzionale e intellettuale sarebbe così riduttivo che preferiamo virare sulle qualità di spirito della persona, che lasciamo alle parole di chi lo ha succeduto alla guida della Cineteca, Gian Luca Farinelli: “Vittorio era un uomo con molti talenti, dotato di una grande cultura che spaziava dalla letteratura alla filosofia, dalla pittura alla lirica, dall’arte moderna e contemporanea alla politica internazionale. Ma soprattutto era di una simpatia contagiosa, portatore una vera gioia di vivere, che lo faceva essere sempre curioso e disponibile a conoscere fatti, cose e persone. La fiducia nei confronti della vita e degli esseri umani gli dava una forza e una determinazione straordinaria che non defletteva mai, nemmeno nelle situazioni più complesse e sfavorevoli”.
A Vittorio Boarini sarà intitolato il piazzale antistante l’Archivio Renato Zangheri: i due intellettuali si ritrovano. Il nuovo piazzale Vittorio Boarini sarà collegato direttamente alla Scuola Popolare di Musica Ivan Illich e si creerà un nuovo parco pubblico unificato.
La hall che accoglierà lavoratori e visitatori all’interno del centro sarà invece dedicata a un altro bolognese di cinema: Carlo di Carlo. Membro della Commissione Cinema, ha vissuto a Roma la grande stagione del cinema italiano, senza mai perdere il cuore bolognese. Un sodalizio artistico con Michelangelo Antonioni ne ha fatto uno dei custodi della memoria del regista dell’incomunicabilità. A 10 anni dalla scomparsa, Carlo ritrova casa in Cineteca.