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Dietro ogni reato c’è una persona che ne porta le conseguenze, spesso per tutta la vita. La violenza lascia segni profondi, non solo fisici, ma anche economici, psicologici, sociali. Essere vittima significa dover affrontare tutto questo, quasi sempre in solitudine. Ma non dovrebbe esser così.
Attiva dal 2005, la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato offre un sostegno immediato a chi ha subito reati con gravi conseguenze sulla propria vita – omicidi, femminicidi, violenze, abusi, aggressioni, stalking – aiutando vittime e familiari a ricostruire percorsi di autonomia e dignità. In vent’anni ha sostenuto circa 1500 persone, in grande prevalenza donne e minori, erogando oltre 4,5 milioni di euro. La rassegna intende riportare al centro dell’attenzione pubblica la condizione di chi ha subito un reato e promuovere, soprattutto tra i più giovani, una riflessione su violenza, consenso, rispetto, responsabilità e capacità critica. Lo fa attraverso quattro giornate tematiche – violenza di genere, crimini d’odio, sfruttamento del lavoro e memoria delle vittime – in cui le proiezioni saranno accompagnate da momenti di confronto con il coinvolgimento di scuole e università.
Elena Zaccherini
(Portogallo-Brasile/2024) di Marianna Brennand (101′)
(USA/1998) di Tony Kaye (119′)
(Francia-Lussemburgo/2025) di Akihiro Hata (92′)