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Un altro percorso ispirato dalle suggestioni della mostra Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, quello nel giallo-nero italiano. Una specie di ‘genere-non-genere’, che tutti riconoscono (e molti amano, anche all’estero), ma di cui è difficile catturare le caratteristiche più stabili. Un maledetto imbroglio ne è un po’ la fondazione, tuttavia Germi, Damiani, Petri, Scola ne costituiscono il quarto di nobiltà, colorando il poliziesco di riflessioni politiche sul Potere e di accenti metafisici. Invece con Lenzi e (in parte) Sollima si lotta nel fango: il paesaggio urbano, plumbeo e spietato, è un paniere di violenza, sadismo, sopraffazione, exploitation. In mezzo, Steno e di Leo mescolano materia pulp e influenze letterarie, battagliando a testa alta con il concomitante nero urbano americano. In ogni caso, un pezzo di cinema italiano potente e giustamente rivalutato, da conoscere a fondo.
(1959) di Pietro Germi (120′)
(Italia-Francia/1968) di Damiano Damiani (107′)
(Italia-Francia/1973) di Duccio Tessari (116′)
(Italia/1969) di Ettore Scola (107′)
(Italia/1970) di Elio Petri (112′)
(Italia/1972) di Stefano Vanzina (98′)
(Italia/1972) di Fernando di Leo (100′)
(Italia-Francia-RFT/1973) di Sergio Sollima (115′)
(Italia/1974) di Umberto Lenzi (96′)