Chaplin in Piazza Maggiore con l’Orchestra Senzaspine

Sabato 27 giugno, Charlot soldato e Vita da cani

Due Chaplin in Piazza Maggiore con l’Orchestra Senzaspine: domani, sabato 27 giugno, alle ore 21.45, salirà sul podio Timothy Brock (autore di una minuziosa ricostruzione delle partiture dello stesso Chaplin) per accompagnare due classici del 1918, Vita da cani e Charlot soldato, restaurati dal MoMA, in collaborazione con la Cineteca di Bologna sotto l’egida dell’Association Chaplin e Roy Export S.A.S..

Vita da cani e Charlot soldato occupano un posto speciale nella storia del cinema, poiché furono le prime opere che Chaplin girò nei suoi nuovi studi di Hollywood, appena costruiti. Per decenni conosciuti dal pubblico principalmente attraverso la versione antologica assemblata da Chaplin nel 1959 per The Chaplin Revue (che comprendeva anche Il pellegrino), al Cinema Ritrovato vengono riproposti in uno splendente restauro e nella versione originale del 1918, prima che Chaplin stesso ne modificasse il montaggio inserendovi una colonna sonora orchestrale composta appositamente.

Racconta Dave Kehr del MoMA a proposito di Vita da cani: “Il primo film che Chaplin realizzò dopo aver stipulato nel 1917 il contratto con First National – che, aspetto decisivo, gli garantiva la proprietà dei negativi – sviluppa i suoi tre rulli attorno a un’idea strutturale: il vagabondo Charlot e un cane randagio di nome Scraps occupano la stessa posizione sociale, entrambi costretti ad arrangiarsi ai margini di una città che non ha posto per nessuno dei due. La comicità è ancora radicata nella precisione fisica, ma le dinamiche del film sono organizzate attorno al conflitto di classe più che al caos anarchico. Edna Purviance interpreta una cantante di cabaret la cui precarietà amplia questo parallelismo, e le sue scene con Chaplin anticipano già il registro emotivo che egli avrebbe ulteriormente sviluppato nel Monello. Per decenni il pubblico ha conosciuto il film principalmente attraverso la versione antologica assemblata da Chaplin nel 1959 per The Chaplin Revue, ricostruita a partire da scene scartate e riprese da angolazioni alternative dopo il deterioramento del negativo originale. In quella versione, Chaplin modificò il montaggio del 1918 e vi aggiunse una colonna sonora orchestrale composta appositamente. La ricostruzione del MoMA, realizzata a partire da copie superstiti derivate dal negativo originale, ripristina i ciak scelti in prima battuta da Chaplin e le didascalie originali, riportando il film, per quanto possibile, a ciò che il pubblico vide nell’aprile del 1918”.

È sempre Dave Kehr a parlarci di Charlot soldato: “Distribuito nell’ottobre del 1918, tre settimane prima dell’armistizio, Charlot soldato fu la prima commedia a trattare la guerra come materia di burlesque sviluppata lungo tutto il film. I colleghi di Chaplin lo avvertirono che quella scelta, in quel momento, sarebbe stata suicida: si sbagliavano. Il film divenne il suo maggiore successo commerciale fino ad allora e fu particolarmente popolare tra i soldati di ritorno dal fronte. Là dove i film di propaganda dell’epoca demonizzavano il nemico, Chaplin affronto la guerra dal punto di vista di un soldato semplice: uno sprovveduto fante dell’esercito americano alle prese con brande allagate, la distribuzione della posta e la lunga squallida sospensione della vita in trincea, prima di camuffarsi da albero e riuscire, in qualche modo, a catturare il Kaiser. Sydney Chaplin compare in diversi ruoli, tra cui la vivace interpretazione di un ufficiale tedesco. La versione che il pubblico ha visto per decenni e stata ricostruita a partire da angolazioni di ripresa alternative e ciak di seconda scelta, assemblati a partire da negativi C e D deteriorati dopo che il negativo A originale era diventato inutilizzabile. Il restauro del MoMA, tratto principalmente da copie superstiti stampate dal negativo A originale, corregge il movimento a scatti causato dallo stretch-printing utilizzato per proiettare il film con proiettori di epoca sonora e riporta il film alla sua velocita originale di 20 fotogrammi al secondo. Emergono cosi differenze sottili ma decisive: la performance di Chaplin assume diverse sfumature emotive e il ritmo del film riflette le sue reali intenzioni, anziché i compromessi di una ricostruzione”.

Nella giornata di sabato 27 giugno al Cinema Ritrovato abbiamo anche l’incontro con il Leone d’Oro Lav Diaz (in città come docente di IFA – International Filmmaking Academy) alle ore 17.45 al Cinema Modernissimo e con Francesco Piccolo, che ci parlerà di Totò alle ore 19, sempre al Modernissimo. Francesco Piccolo è infatti autore di un nuovo volume pubblicato da Einaudi, che richiama l’ultimo lavoro di Totò con Pier Paolo Pasolini, Cosa sono le nuvole. Gli ultimi anni di Totò.

Immagine © Roy Export Company Ltd.