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Mercoledì 17 giugno, ore 21.45
Francesca Comencini sarà in Piazza Maggiore a Bologna domani, martedì 16 giugno, alle ore 21.45, con il nuovo restauro del film diretto nel 1965 dal padre Luigi Comencini e interpretato da Catherine Spaak. Il restauro è realizzato dalla da Cineteca di Bologna in collaborazione con Titanus presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata.
Un serata – sostenuta da CAR – che ci accompagna verso la 40ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato, promosso dalla Cineteca di Bologna, che si svolgerà dal 20 al 28 giugno con 540 film in 8 sale della città da mattina a sera (e, naturalmente, il gran finale tutte le sere in Piazza Maggiore).
“La commedia all’italiana – ha scritto Paola Cristalli – cominciò a morire a suon di motivetti, ritornelli e fischiettate. Il punto di precipizio drammatico fu la doppia voce delle Kessler che gorgheggiavano a disco rotto Lasciati baciare quando Adriana, la protagonista di Io la conoscevo bene, già s’era buttata di sotto. Catherine Spaak avrebbe voluto essere Adriana, e ancora oggi possiamo vedere il suo stupefacente provino, che lascia intuire come avrebbe dato al film un’altra sfumatura (ma Pietrangeli scelse Stefania Sandrelli, che offrì la sua interpretazione più bella in uno dei film più belli del cinema italiano). Catherine, in quello stesso 1965, fu invece La bugiarda, di nuovo al centro di dolci inganni, ritmati da un ossessivo fischio musicale. La sceneggiatura di Comencini e Fondato riformulava una pièce del drammaturgo Diego Fabbri: se la bugiarda del cattolico Fabbri aveva provato un sensuale piacere nella menzogna, nell’infrazione congiunta di vari comandamenti, Silvana è una vispa farfallina che «vuole bene a tutti e due» e non intende rinunciare a nessuno. Il bellissimo, primissimo piano d’una scena di confessione introduce un turbamento (uno squarcio buñueliano?), ma tutto viene rimesso a posto dal comico aggiustarsi la berretta e alzare gli occhi al cielo d’un prete da repertorio. Siamo però a metà anni Sessanta e, come scriveva il nostro caro Goffredo Fofi, ormai «rotti i freni della censura clericale», si può ironizzare sul Vaticano, le sue ipocrisie e le sue ridicole pompe – che qui ricadono sulle spalle di Enrico Maria Salerno, amante maturo e cameriere del Papa. La cosa migliore, e la miglior variante al testo, è che la bugiarda è una hostess, fresco mito erotico italiano (Catherine resta abbottonata, a mostrare la lingerie nera sotto la divisa è la compagna di stanza). Ovvero, dice di esserlo, in realtà non ha mai volato. È il punctum malinconico del film, l’amorosa menzogna che destina a sé stessa, l’evidenza del vuoto affollato da un ménage à trois – o forse a quattro: ma Jules e Jim non c’entra e alla fine, ci viene segnalato per via icastica, sarà solo questione di corna”.