Nuovi corsi 2026
Scopri tutti i corsi
Premio Sandro Toni
Scopri di più
"L'Oscar è bello ma scomodo"
leggi l'approfondimento
La stagione 2025/26
scopri di più
Scegli il tuo mondo
programmazione
Cerca
Lo storico premio ispirato all’operaio creato da Altan e rivolto al cinema che tratta i temi del lavoro verrà consegnato nell’ambito della manifestazione estiva della Cineteca di Bologna Sotto le stelle del cinema
Il Premio Cipputi compie 30 anni e raddoppia: il premio ispirato al mitico operaio nato dalla penna di Altan quest’anno sarà assegnato sia al Miglior film, sia al Miglior documentario che abbiano raccontato il mondo del lavoro.
Lunedì 6 luglio, nell’ormai consueta cornice di Sotto le stelle del cinema a Bologna, verranno assegnati i Premi Cipputi 2026:
– alle ore 18 al Cinema Modernissimo, consegna del Premio Cipputi al Miglior documentario a Radio Solaire – Radio Diffusion Rurale, alla presenza di Altan, dei registi Francesco Eppesteingher e Federico Bacci, del produttore Matteo Laguni e della moglie di Giorgio Lolli, la figura raccontata nel film, Marzia Marchi;
– alle ore 21.45 in Piazza Maggiore, sarà di nuovo Altan a consegnare il Premio Cipputi al Miglior film ad Akihiro Hata e Damien Bonnard, rispettivamente regista e interprete dell’opera vincitrice, Grand Ciel (serata promossa da Coop Alleanza 3.0).
“L’ispirazione per il film – ha raccontato il regista di Grand Ciel Akihiro Hata – nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia dal punto di vista legale. Questa idea è diventata un’allegoria. Nel film le scomparse rappresentano l’alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle pressioni e alla competizione sul lavoro e l’invisibilità dei lavoratori più precari. Penso che la paura possa al tempo stesso unire e dividere. Questo è ciò che voglio mostrare nel mio film. Saïd, uno dei colleghi di Vincent, cerca di unire i lavoratori in modo da affrontare la minaccia che incombe su di loro. Vincent invece, il personaggio principale, intraprende una strada diversa: quella dell’ognuno per sé, per salvaguardare i propri interessi. Penso che tutti noi abbiamo un Vincent dentro”.
Radio Solaire – Radio Diffusion Rurale racconta invece la storia di Giorgio Lolli, ex operaio e sindacalista bolognese, tecnico autodidatta delle radio libere. Nei quarant’anni vissuti in Africa, ha costruito oltre 500 emittenti dal Togo al Mali, dal Senegal al Burkina Faso: con la sua impresa Solaire, è il primo a installare radio FM, utilizzando trasmettitori a bassa potenza e alla portata di tutti, dando voce anche alle comunità delle zone più isolate. Ma l’opera di Lolli non si ferma qui: fonda infatti scuole gratuite per radiotecnici, formando giovani africani che oggi lavorano in autonomia. Il documentario alterna immagini d’archivio e riprese contemporanee, seguendo il viaggio del suo “discepolo” Abdrahmane Cissoko attraverso il Senegal, dove realizza l’ultimo desiderio del suo maestro: creare una radio al confine tra Senegal, Mali e Mauritania, pensata per i giovani migranti. La narrazione si chiude in Italia, con la creazione di Radio Solaire Livorno, una radio pirata pensata per una comunità multietnica toscana. Un ponte ideale tra Africa e Italia, passato e presente, onde radio e relazioni umane.