Doppio appuntamento con Sergio Rubini in Piazza Maggiore e al Modernissimo

Ore 18, Cinema Modernissimo: Intervista di Federico Fellini
Ore 21.45, Piazza Maggiore: La stazione,esordiodi Rubini alla regia nel 1990
 

Doppio appuntamento con Sergio RubiniSotto le stelle del cinemasabato 18 luglio, alle ore 18 al Cinema Modernissimo, presenterà Intervista, realizzato da Federico Fellini nel 1987, che vedeva il giovane Rubini tra i protagonisti; alle ore 21.45 in Piazza Maggiore, sarà invece la volta dell’esordio alla regia nel 1990 con La stazione, presentato dallo stesso Sergio Rubini e dal produttore Domenico Procacci (serata promossa da Trenitalia Tper).

La stazione, restituito in versione restaurata da Cinecittà, rappresenta ancora un titolo simbolo del nuovo cinema italiano. Un film che, al suo apparire, venne subito notato come una novità, riconosciuto dai massimi premi italiani: Nastro d’Argento, David di Donatello, Globo d’Oro, Grolla d’Oro, Ciak d’Oro e, alla 47ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Kodak-Cinecritica e Premio FIPRESCI.

Prodotto dalla Fandango di un allora giovane produttore, Domenico Procacci, il film era tratto dall’omonima commedia teatrale di Umberto Marino, adattata dallo stesso autore con il regista e Gianfilippo Ascione. Nel cast, tre giovani attori che si sarebbero imposti al pubblico: lo stesso Sergio RubiniMargherita BuyEnnio Fantastichini.

“Quando ho saputo che il mio primo film, La stazione, era stato restaurato – ha detto Sergio Rubini – sono stato attraversato da tante emozioni: sorpresa, gioia, gratitudine. Con La stazione è nata la mia storia di regista, e il pensiero è tornato a quei giorni di trepidazione in cui, grazie e insieme a Domenico Procacci – produttore e amico fraterno – ci incamminammo all’inseguimento di un sogno che prese corpo fino a diventare realtà”.

La stazione racconta la storia di Domenico, giovane capostazione di un piccolo paesino, S. Marco di Lamia, dove lavora oramai da anni e compie ogni giorno gli stessi gesti e le stesse azioni. Una notte irrompe nel suo ufficio una donna sconvolta: è Flavia, fuggita da un uomo che ha finto di amarla, ma che in realtà vuole solo servirsi della sua facoltosa famiglia per concludere un affare. Flavia vorrebbe partire subito, diretta a casa dei suoi genitori, ma purtroppo il prossimo treno è alle 6 del mattino. A poco a poco la timidezza di Domenico inizia a far colpo su Flavia, che ride dei suoi tic, ed i due iniziano ad entrare in confidenza, finché non si presenta alla stazione il fidanzato della donna, deciso a riportarla con sé.

Intervista racconta invece la Cinecittà del 1939, teatro di sogni ingenui e set chiassosi, e la Cinecittà di fine anni Ottanta, umiliata dalle troupe di spot e assediata dalla televisione: Fellini confronta le due Italie con sottile e autoironica malinconia, in un gioco libero e divagatorio dove finge di svelare i segreti della sua bottega artigianale e ritrova i fantasmi del suo cinema del passato (Mastroianni e Anita Ekberg). Sergio Rubini è il suo doppio a vent’anni, quando era un trasognato giornalista.