Sotto le stelle del cinema: due serate dedicate alla fotografia

Mercoledì 15 luglio in Piazza Maggiore, serata World Press Photo, sostenuta da FUJIFILM Italia e giovedì 16 luglio, doppio appuntamento con Ferdinando Scianna.

La fotografia protagonista in Piazza Maggiore, due sere Sotto le stelle del cinemamercoledì 15 luglio, si rinnova l’appuntamento ormai classico con il più prestigioso concorso fotogiornalistico internazionale, il World Press Photo Contest, e la partnership con FUJIFILM Italia, che sostiene la serata; giovedì 16 luglio, saranno invece Ferdinando Scianna e Roberto Andò a presentare il doc Il fotografo dell’ombra, che lo stesso Andò ha dedicato appunto a Scianna.

Mercoledì 15 luglio, alle ore 21.45, le più belle foto partecipanti all’ultimo World Press Photo Contest saranno presentate da Fulvio Bugani, fotografo e direttore di Image, Michele Smargiassi, critico e storico della fotografia, e Pietro Masturzo, vincitore del World Press Photo of the Year 2010. Fotografo documentarista, Masturzo segue la storia della Palestina dal 2010, con un lavoro di lungo periodo dedicato ai Territori occupati: in Piazza Maggiore, Masturzo presenterà questo percorso fotografico.

Il tutto, in attesa della prossima mostra World Press Photo, che toccherà anche Bologna, proprio grazie alla collaborazione con la Cineteca, e sarà allestita alla Galleria Modernissimo dal 28 ottobre al 29 novembre.

Giovedì 16 luglio, sarà doppio l’appuntamento con Ferdinando Scianna: alle ore 18 al Cinema Modernissimo, il grande fotografo introdurrà la proiezione di  di Federico Fellini, scelto dallo stesso Scianna.

Alle ore 21.45, proiezione del film Il fotografo dell’ombra, presentato da Roberto Andò e Ferdinando Scianna: “Da bambino – ha detto Roberto Andò –, la Sicilia e Palermo mi sembravano luoghi indecifrabili nelle loro caotiche contraddizioni. Troppa luce, e poi, improvvisamente, troppa ombra. Troppa bellezza e poi troppo sfacelo. Difficile prendere le misure, impossibile non essere disorientati. Ho cominciato a ragionare sul caos che mi circondava attraverso le parole degli scrittori siciliani, e tra tutti è stato decisivo l’incontro con l’opera di Leonardo Sciascia. Contemporaneamente, e precocemente, mi sono imbattuto nelle immagini dei grandi fotografi siciliani, e tra questi, in cima a tutti, ci sono quelle di Ferdinando Scianna. A quell’epoca non avevo la minima idea che un giorno avrei fatto il cineasta e lo scrittore, e penso che se si vogliono trovare delle influenze sul mio lavoro, l’opera di Scianna sia stata molto importante. Questo film è un modo per riconoscere il senso di questa influenza in cui si combinano, come sempre accade con la fotografia, la mente, l’occhio e il cuore. È difficile trovare un fotografo che abbia rappresentato in modo così alto le grandi tensioni della fotografia, come ha fatto Ferdinando. E che si sia raccontato anche attraverso la scrittura, nel confronto continuo con la grande letteratura. Scianna appartiene alla categoria dei fotografi raccontatori. Mettendo insieme tutta la sua opera si ha l’impressione di trovarsi davanti a un grande romanzo da cui emergono luoghi, volti e voci del mondo. Un romanzo che celebra la dignità e la contraddizione umana. Un romanzo costruito sulla luce, a partire dall’ombra”.