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Giro di vite se mai ve ne fu uno. Nel 1972 un Brando in disarmo si ritrova in cima al mondo per via d’un succès de scandal come Ultimo tango e d’un successo incondizionato come Il padrino (per ironia, quell’anno offre pure la sua selvaggia interpretazione del Giro di vite jamesiano). Don Vito Corleone sarà l’ultima, afona, definitiva lezione d’attore: complice la portentosa macchina narrativa congegnata da Puzo e Coppola, Brando si fa maschera ambigua e romantica della mafia italoamericana, mito amorale della Famiglia d’un tempo che fu (pcris).