Jinruigaku nyûmon

(Giappone/1966) di Shōhei Imamura (128')
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Cinema Modernissimo
Jinruigaku nyûmon

(Giappone/1966) di Shōhei Imamura (128')

È un film esemplare della visione feroce di Imamura, con la sua ossessione per il sesso che può essere prigione o sovversione, e l’attenzione ai reietti psicologici e sociali. Un regista di film pornografici amatoriali (e occasionalmente fornitore di ragazze per maschi abbienti) vive in casa di una signora che è la sua amante, e il suo rapporto con la di lei figlia adolescente si va complicando. Un universo di impressionanti abiezioni, perversioni e meschinità è osservato con pietà esemplare, e se lo sguardo tra imperturbabile e sarcastico può ricordare il cinema coevo di Marco Ferreri, lo stile è però sontuoso, straniante e barocco.

“Erogotoshitachi” yori: jinruigaku nyumon sviluppa rigorosamente il tema del voyeurismo attraverso tre espedienti visivi: Imamura riprende spesso le scene attraverso finestre, schermi e porte, inserendo ostacoli all’interno dell’inquadratura in formato panoramico per costringere lo spettatore a calarsi nei panni del ‘guardone’; punteggia il film con inquadrature incombenti di una carpa sempre vigile e bizzarre riprese in soggettiva dalla sua vasca (a loro modo strane quanto le celebri riprese in soggettiva di Raúl Ruiz); e, nell’inquadratura finale, riduce l’immagine alle dimensioni di uno dei film porno di Subu” (James Quandt).
Il film è l’adattamento di un romanzo di Akiyuki Nosaka, dal cui romanzo autobiografico sarà tratto nel 1988 il film d’animazione Una tomba per le lucciole.

Emiliano Morreale

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Versione originale in giapponese con sottotitoli in italiano

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