“Lo scopo di questa opera sperimentale è quello di creare un linguaggio cinematografico assoluto e universale, completamente libero dal linguaggio del teatro e della letteratura”. Il film-manifesto del ‘cine-occhio’ vertoviano: un cameraman tenta di catturare la realtà generando una suite di straordinarie inquadrature. “Abbagliante fuoco d’artificio del montaggio sovietico” (Bernard Eisenschitz), centinaia di microtrame irrisolte, unico fil-rouge la cronaca di una giornata qualunque a Odessa. (ac)
Musiche eseguite dalla Alloy Orchestra nel rispetto delle indicazioni musicali di Vertov, realizzate in occasione della prima al Pordenone Silent Film Festival.