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CinéVardaPhoto (2004) è il titolo con cui Varda raccoglie tre corti documentari che nascono da fotografie sue e di altri. La cinescrittrice Varda è al centro del titolo, tra il cinema/finzione e la fotografia/realtà, ma gli estremi delle coppie si invertono, si contaminano. Come ci dice la sua voce in Ulysse, “In un’immagine ognuno vede ciò che vuole. Un’immagine è questo e tutto il resto”. Il filtro soggettivo ritorna in tanto cinema contemporaneo in cui il fatto di cronaca si fa personale e il politico torna ad essere cura di sé e della collettività, come in Francesca Comencini e Alice Diop. In fondo è la lezione di Roberto Rossellini, e con lui di tanto cinema della modernità. È il nucleo centrale dei documentari di Alain Resnais e, poi, di film come Hiroshima mon amour e Muriel, in cui si annulla la gerarchia tra la Storia e le storie dei singoli. La scaturigine di quel miracolo che per Bazin è La Pointe Courte (1954), primo lungometraggio di Varda montato con Resnais, è proprio questa: mettere in movimento l’immagine fissa ricomponendo la realtà dentro una narrazione in due tempi, a più voci. È questo il lavoro della cinescrittura ed è così che la Villa Fake di Lions, Love (… and Lies) può diventare uno spazio in cui dare potere all’immaginazione.
Anna Masecchia
La rassegna, a cura di Anna Masecchia, proseguirà, come la mostra omonima, fino a gennaio 2027
(Italia-Francia/1954) di Roberto Rossellini (85′)
(Muriel ou le temps d’un retour, Francia-Italia/1963) di Alain Resnais (116′)
(Francia/1959) di Alain Resnais (92′)
(Italia/2002) di Francesca Comencini (75′)
(Francia/2022) di Alice Diop (122′)
(All the Beauty and the Bloodshed, USA/2022) di Laura Poitras (117′)