Viva Varda!
Parte 1: La femme à la caméra

Cannes 1962. Sulla scalinata del Palais ci sono la regista Agnès Varda e l’attrice Corinne Marchand. Cléo dalle 5 alle 7 è in competizione per la Palma d’Oro.
Varda entra nella storia della Nouvelle Vague filmando una giovane donna per le strade di Parigi, lungo un percorso esistenziale che la trasforma da oggetto a soggetto di sguardo e di desiderio. Cléo ricorda le esperienze di pioniere come Weber e Dulac e rilancia nella modernità cinematografica l’uso spregiudicato di una macchina da presa che sente donna, anche quando, nel 1966, Mai Zetterling dà corpo al fantasma del materno dalla prospettiva di un figlio. A partire dal cinema di Varda, La femme à la caméra propone un coro di voci, una costellazione di sguardi. Cineaste di generazioni diverse che raccontano, tra finzione e documentario, la vita, il lavoro, la lotta delle donne fuori – Azner, Weber, Serreau, Coixet, Delpero – e dentro il cinema – Seyrig, Potter –, insieme alla riconquista di una rappresentazione del desiderio e del corpo libera o eccedente rispetto agli schemi della cultura occidentale e patriarcale – Dulac,
Deren, Campion, Marazzi, Golino, Coppola, Sciamma, Rohrwacher.
Anna Masecchia

In occasione la mostra Viva Varda! Il cinema è donna (5 marzo 2026-10 gennaio 2027). La rassegna, a cura di Anna Masecchia, proseguirà, come l’esposizione, fino a gennaio 2027

Programma della rassegna