La Liberazione in Cineteca

Fino al 25 aprile al Modernissimo, la rassegna “Viva la libertà“.
Tra gli eventi in programma, Per ricordare un martirio, con Giovanni Lindo Ferretti che leggerà le memorie di Alcide Cervi.
Nel giorno della Liberazione di Bologna, martedì 21 aprile, le immagini rare della guerra in città.

La Cineteca di Bologna celebra l’81° anniversario della Liberazione con la rassegna Viva la libertàdal 18 al 25 aprile al Cinema Modernissimo.

Tra gli appuntamenti principali, quello di martedì 21 aprile, giorno della Liberazione di Bologna: alle ore 17.45, lo storico Giuseppe Savini presenterà alcune fotografie rare o inedite della Seconda guerra mondiale e della Liberazione in città; a seguire, Federica BarozziLaura ZanacchiMarcello Anselmo, autrici e autore del programma di Radio3 Patria e Libertà – Vite di donne e uomini antifascisti, affronteranno il tema del ruolo delle donne nella lotta di Resistenza.
Giovedì 23 aprile, invece, alle ore 18, sarà al Modernissimo Giovanni Lindo FerrettiPer ricordare un martirio, questo il titolo dell’evento, ricorda la fucilazione dei sette fratelli Cervi, commessa dalle Brigate nere a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943. Un martirio tragicamente emblematico di una Resistenza che, per i contadini emiliani, fu naturale prosecuzione del loro quotidiano impegno solidale volto a un progresso di libertà e di giustizia.
Sarà appunto la voce di Giovanni Lindo Ferretti, da sempre cantore delle nostre terre, a leggere le memorie del padre Alcide Cervi raccolte nel volume I miei sette figli, sulle immagini del film I sette fratelli Cervi (1968) di Gianni Puccini.
Precedono le testimonianze storiche di Angelo Varni e di Vasco Errani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi.

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I film della rassegna Viva la libertà compongono un mosaico di sguardi: quello delle donne, finalmente protagoniste e non più figure marginali; quello dei bambini e dei giovani costretti a una prematura e violenta perdita dell’innocenza; quello di chi ha combattuto e, a distanza di anni, continua a fare i conti con ferite mai rimarginate.
Accanto al racconto epico e corale, trovano spazio storie minime, quotidiane, in cui la resistenza si manifesta anche come scelta morale, gesto silenzioso, ostinazione a restare umani.
Il percorso intreccia classici del cinema resistenziale (come L’armata degli eroi di Jean-Pierre Melville, Arrivederci ragazzi di Louis Malle, Treni strettamente sorvegliati di Jirí Menzel, I dannati di Varsavia di Andrzej Wajda, La ragazza di Bube di Luigi Comencini e La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani) e più recenti declinazioni (I nostri anni di Daniele Gaglianone, che sarà presente in sala, o L’uomo che verrà di Giorgio Diritti), biografie esemplari (Sandro Pertini, Antonio Giuriolo, Silvio Corbari, i fratelli Cervi), preziosi documenti d’archivio, incontri in sala.