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Il cartellone di aprile ricorda, come sempre, la Resistenza contro il nazifascismo e la Liberazione con una selezione di film che raccontano la lotta per la libertà in vari paesi europei.
In parallelo alla grande mostra a lei dedicata, si apre il secondo capitolo dell’esplorazione dell’opera di Agnès Varda, con alcuni dei suoi film più importanti.
Accogliamo anche quest’anno Rendez-Vous, tradizionale appuntamento con il cinema francese contemporaneo.
Un sacco bello è il nostro film del mese, opera prima di Carlo Verdone; proponiamo al Modernissimo un programma di titoli che hanno rinnovato la comicità italiana.
Come di consueto, il programma esplora sia le zone pop del cinema (B Movies?) sia il lavoro di varie generazioni di maestri del cinema d’autore europeo, l’ungherese Jancsó, il norvegese Trier, fresco con Sentimental Value dell’Oscar per il miglior film internazionale, e Valerio Zurlini, di cui celebriamo il centenario.
In programma poi la seconda parte del progetto “Attraversando quei corpi”, ideato da Fabrizio Gifuni.
Non mancheranno il programma di prime visioni in lingua originale e le proposte di Schermi e Lavagne dedicate ai più piccoli.
Oltre alle prevendite online, è possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli presso:
– biglietteria del Bookshop della Cineteca, sotto il Voltone di Palazzo Re Enzo (aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 22.30)
– desk infopoint di Bologna Welcome in Piazza Maggiore 1/e (aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19; il sabato, dalle 10 alle 17)
– alla cassa del Cinema Lumière (in Piazzetta Pasolini)
I biglietti ridotti possono essere acquistati alla biglietteria delle sale della Cineteca.
Possono acquistare i biglietti ridotti anche online:
– i possessori di tutte le tessere Amici e Sostenitori della Cineteca
– gli over 65 e gli studenti universitari, previo passaggio in cassa per associare la tariffa al proprio account
Dal 1° al 29 aprile
Mona, la vagabonda ribelle di Varda in Senza tetto né legge, non è sola: dal muto al sonoro, dal cinema europeo a quello americano, altre come lei hanno “ucciso l’angelo del focolare” (Woolf). Se la felicità volontaristica di Il verde prato dell’amore di Varda ha anticipato l’alienazione del focolare di Jeanne Dielman di Akerman, tutte le registe di questo mese hanno saputo ‘disfare’ il genere e i generi, usando in maniera libera e controcorrente il linguaggio del cinema e rendendo le donne protagoniste di gialli, western, buddy film.
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